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Attualità | 20 maggio 2023, 16:00

Peste dei cinghiali, con il dilagare dell’epidemia urgente aumentare abbattimenti

Coldiretti Novara-Vco: ''Stop alla superficialità delle Istituzioni, a rischio la filiera suinicola piemontese''

Peste dei cinghiali, con il dilagare dell’epidemia urgente aumentare abbattimenti

Con l’ingresso in zona rossa del comune di Saliceto, in provincia di Cuneo, per il ritrovamento di una carcassa a Cairo Montenotte, in Liguria, continua il dilagare della peste dei cinghiali. Nessuna misura, però, straordinaria è ancora stata attivata e gli abbattimenti restano insufficienti tanto che, nello scorso anno, sono arrivati a superare appena i 27 mila, quando l’obiettivo era quello di raggiungere i 50 mila. E’ la denuncia di Coldiretti che la scorsa settimana ha incontrato il nuovo Commissario Straordinario alla Pesta Suina Africana, Vincenzo Caputo. Nonostante, fortunatamente, i casi non siano ancora stati riscontrati nelle nostre province il quadro diventa sempre più drammatico.

“Non è una questione di creare allarmismi, ma vista la situazione disastrosa è stato chiesto al governatore, Alberto Cirio, al vice presidente, Fabio Carosso, e gli assessori all’Agricoltura Marco Protopapa, e alla Sanità, Luigi Icardi, un momento di confronto congiunto con la Giunta regionale della nostra Organizzazione ed auspichiamo in una loro pronta risposta – fanno notare il presidente Coldiretti Novara-Vco Fabio Tofie il direttore Luciano Salvadori - Mancano disposizioni rispetto al rinnovo delle misure straordinarie regionali, scadute lo scorso 15 marzo e, soprattutto, alla luce dei contenuti della nuova ordinanza del Commissario Straordinario, è opportuno un momento di approfondimento. Non c’è davvero più tempo da perdere: occorre agire mettendo da parte la superficialità e le chiacchiere e creare le condizioni che permettano di limitare al massimo, per giungere nel più breve tempo possibile ad un effettivo azzeramento, il rischio a cui sono potenzialmente esposti l’intero comparto e la filiera suinicola piemontese che conta circa 3 mila aziende, un fatturato di quasi 400 milioni di euro e 1 milione e 200 mila capi destinati, soprattutto, ai circuiti tutelati delle principali Dop italiane per la preparazione della miglior salumeria nazionale, come il prosciutto di Parma e San Daniele. Dal confronto con il Commissario Caputo si è aperto un dialogo costruttivo e proficuo, ma ora vanno concretizzate le azioni volte a tutelare le imprese agricole l’intera regione dal dilagare del numero di cinghiali”.

C.S.

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