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Turismo | 08 febbraio 2024, 15:00

Destagionalizzare le vie storiche del Vco: al BIT le nuove frontiere del turismo

Alla Borsa internazionale del Turismo si è discusso della richiesta crescente di esperienze in inverni sempre più poveri di neve

Destagionalizzare le vie storiche del Vco: al BIT le nuove frontiere del turismo

Vedere le Alpi e gli Appennini con occhi nuovi, rispondere all’esigenza di destagionalizzare il turismo e di rispondere ad una richiesta crescente di nuove esperienze in inverni sempre più poveri di neve. Questi i concetti chiave sottolineati nel corso del talk show “Le Vie Storiche di montagna, così il Piemonte gioca la carta della destagionalizzazione”, svoltosi domenica 5 febbraio presso lo stand del Piemonte alla BIT-Borsa internazionale del Turismo di Milano.

Un momento di dibattito e approfondimento dedicato ad uno dei nuovi progetti turistici di punta della Regione Piemonte, che con una legge del 2021 ha individuato e sta promuovendo ben 69 Vie Storiche di montagna su tutto il proprio arco alpino, dalle Valli dell’Ossola alle Alpi Marittime, e sull’Appennino nella provincia di Alessandria: percorsi d’alta quota su ex strade militari, vie devozionali o itinerari delle emigrazioni e degli antichi commerci da percorrere a piedi, in bici e, su alcuni tratti regolamentati, anche in moto e fuoristrada. Per l’occasione, in BIT sono state presentate anche le nuove mappe suddivise per aree territoriali montane del Piemonte, dedicate ad una prima rappresentazione cartografica degli itinerari. Tutti e 69 sono consultabili sia sul sito visitpiemonte.com che sulla piattaforma internazionale www.outdooractive.com

L’incontro, aperto dal saluto dell’Assessore al Turismo della Regione Piemonte, Vittoria Poggio, è stato moderato da Paolo Paci, direttore di Meridiani Montagne e ha visto la partecipazione di Gian Luca Gasca, giornalista specializzato montagna e outdoor, Fabrizio Sarzotti dell’Associazione per gli Studi di Storia e Architettura Militare del Forte Bramafam di Bardonecchia e Norbert Kőfler, direttore Italia della piattaforma internazionale Outdoor Active.

“La mancanza di neve è certo un danno economico ma anche opportunità ed occasione di creare un’offerta nuova e duratura - ha spiegato Paolo Paci in apertura - Un tempo su alcune di queste strade si pensava di fare la guerra, ora le possiamo utilizzare per ben altro e ad una pressante richiesta del pubblico di nuovi camminatori, stanno rispondendo sia le istituzioni con progetti mirati che le aziende del settore, ad esempio con una nuova gamma di equipaggiamenti”.

Fabrizio Sarzotti ha sottolineato come le ex strade militari piemontesi, quasi tutte costruite negli ultimi 150 anni, si siano completamente integrate nei panorami montani, grazie all’uso della pietra locale: “Costruite a partire dal grande spavento delle guerre di conquista napoleoniche e fatte per presidiare i confini in modo veloce, riscuotono oggi un grande l’interesse da parte di appassionati che giungono da tutta Europa e che fanno di queste opere un volano incredibile per il turismo”.

“Il cambiamento climatico ci sta obbligando a fare turismo in montagna in un altro modo - ha ribadito Gianluca Gasca – La Via del Sale, ad esempio, una delle più belle a livello paesaggistico, si può vivere tutto l’anno: se c’è neve con lo scialpinismo e le ciaspole, se non c’è neve a piedi o in bicicletta, e ovunque l’inverno ci regala colori e paesaggi tersi che in estate è difficile trovare. L’esempio da seguire è quello delle valli mai toccate dagli impianti sciistici, riabitate e riscoperte per primi dai turisti tedeschi, dove dagli anni ’90 si è lavorato proprio a un turismo su 4 stagioni”.

Norbert Kőfler ha infine raccontato come le 69 Vie Storiche di montagna vengono presentate e promosse sulla piattaforma Outdoor Active ad appassionati di tutto mondo, attraverso schede che permettono di vivere esperienze e scoprire il territorio.

I panorami e gli ambienti offerti dalle Vie Storiche di montagna piemontesi sono vari e attraenti. Tra queste, il sistema difensivo della Linea Cadorna o la Strada del Sempione nel Verbano-Cusio-Ossola; le incisioni rupestri lungo il percorso verso il Colle della Gragliasca e gli straordinari scenari della Panoramica Zegna nel Biellese; i tradizionali villaggi Walser e l’epopea di Fra’ Dolcino e dei suoi seguaci in Valsesia; gli echi epici della battaglia dell’Assietta tra Alta Val Susa e Alta Val Chisone; i 33 tornanti dell’ex strada militare del Colle delle Finestre, oggi una delle salite ciclistiche più dure e famose d’Europa. E poi la strada del Nivolet verso il Parco del Gran Paradiso, le strade della devozione tra bassa Val Susa e Val di Viù che portano al Colle del Colombardo.

Nel Cuneese, i percorsi della famosa Alta Via del Sale tra Piemonte e Liguria, lo spettacolare Altopiano della Gardetta e le vie delle valli occitane come quella che raggiunge il santuario di Sant’Anna di Vinadio. In provincia di Alessandria, il Cammino Piemonte Sud e i sentieri che - tra ambienti incontaminati, castelli, percorsi religiosi e sentieri della Resistenza - attraversano le Aree protette dell’Appennino piemontese protendendosi verso il mare.

Comunicato Stampa

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