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Politica | 25 febbraio 2024, 15:30

Progetto "Idrolife", Costa: "I ritardi potrebbero causare un danno economico alla Provincia"

Il consigliere capogruppo di Italia Viva ha inviato un'interpellanza al presidente Alessandro Lana

Progetto "Idrolife", Costa: "I ritardi potrebbero causare un danno economico alla Provincia"

In seguito alle polemiche sollevate sul tema della pesca sportiva e dell’ampliamento del Parco Nazionale Val Grande, sul quale è intervenuto anche il presidente della provincia del Vco Alessandro Lana, Stefano Costa – consigliere provinciale capogruppo di Italia Viva, il Centro

riformista per il Vco – ha inviato allo stesso Lana un’interpellanza riguardante il progetto “Idrolife”. Quest’ultimo, iniziato nel 2016, ha come scopo quello di ripristinare la continuità fluviale del fiume Toce e migliorare lo stato di conservazione delle specie ittiche autoctone. Secondo Costa, i ritardi nella messa in atto del progetto potrebbero portare alla perdita dei finanziamenti, causando così un danno economico a carico della provincia. Di seguito il testo della lettera inviata al presidente Lana:

“Visto le ultime dichiarazioni del Presidente Lana a mezzo stampa, scaturite a margine della partecipata assemblea della FIPSAS VCO tenutasi a Villadossola lo scorso 20 febbraio, che ha visto

montare le proteste dei pescatori circa le conseguenze sull’attività di pesca sportiva causate dall’ampliamento dei confini del Parco Valgrande ai comuni di Ornavasso e Mergozzo, sull’asta del fiume Toce, aldilà di considerazioni sulla forma delle suddette dichiarazioni e del dibattito che ne è seguito, ci preme evidenziane la sostanza della problematica emersa, preoccupati dal possibile danno economico per l’ente.

Premesso che:

- Il progetto Idrolife di cui la Provincia è partner sostanziale, è iniziato formalmente nel 2016 ed è stato finanziato con fondi comunitari supportati da fondi di Fondazione Cariplo, ENEL Green Power e Hydrochem, per un importo complessivo pari a 2.2 milioni di euro;

- Che il progetto Idrolife aveva l’obiettivo di ripristinare la continuità fluviale del fiume Toce e migliorare lo stato di conservazione delle specie ittiche autoctone, come la trota marmorata, ritenute di gran rilevanza anche per la pesca sportiva mediante un approccio completo, integrato e multidisciplinare;

- Che la scadenza naturale del progetto prevista per il 14 novembre 2020 è stata poi prorogata al 14 marzo 2022 e ha visto quasi tutti gli obiettivi previsti (quali ad esempio la realizzazione dei passaggi per pesci nei 4 punti critici dell’asta fluviale del Fiume Toce) ad esclusione del già concordato allargamento del Sito di Interesse Comunitario “Greto del

Fiume Toce” e dell’adozione e applicazione del Piano di Conservazione delle specie ittiche target di progetto a livello provinciale, entrambi elementi strutturali dei previsti obiettivi di tutela per la fauna ittica di interesse piscatorio e comunitario;

- Che in fase di certificazione finale sono emerse importanti criticità segnalate dalla UE alla provincia, che rischiano di compromettere irrimediabilmente l’ultima tranche di finanziamento rendicontata e di obbligare alla restituzione di quanto erogato nelle tranches precedenti, per un ammontare pari a circa 800.000 euro, criticità che possono essere di seguito riassunte:

1) mancata adozione e applicazione di un Piano di Conservazione delle “specie target” a livello provinciale comprensivo di una gestione delle immissioni ittiche che rispetti quanto previsto dal DM del 2 Aprile 2020 in materia di immissioni di specie non autoctone;

2) chiusura del processo di ampliamento dell’area del SIC del Fiume Toce, già concordata con tutti i comuni interessati, e complementare all’ingresso nel Parco Valgrande dei Comuni di Mergozzo e Ornavasso, deliberato dalla Provincia nel febbraio 2022;

- In particolare che la formalizzazione dell’ampliamento dell’area SIC, di cui al punto 2, necessità di una delibera di giunta regionale da inviare al Ministero (e di conseguenza alla UE) che risulta essere ancora bloccata in bozza a Torino. Tutto ciò premesso, in qualità di consigliere provinciale capogruppo di Italia Viva, il Centro riformista per il Vco, chiedo alla S.V.:

- Se è a conoscenza di possibili responsabilità, di questa amministrazione provinciale o di quella precedente, nei ritardi circa il rispetto delle tempistiche previste, che possano comportare la perdita di questa ultima tranche di finanziamento europeo e l’innescarsi di un pericoloso contenzioso legale con il partenariato di progetto Idrolife;

- Perché non si è provveduto alla richiesta di deroga per l'immissione di trote a supporto della pesca sportiva, come previsto e consentito dal suddetto DM aprile 2020, ma si è preferito forzare la mano danneggiando da due anni a questa parte, di fatto, i pescatori del Vco

- Quali sono le iniziative che ella intende intraprendere nei confronti della Regione Piemonte per concludere al più presto l’iter previsto e se, a suo parere, saranno recuperati gli 800.000 euro circa previsti nell’ultima rendicontazione, così da scongiurare la copertura della somma con fondi propri dell’ente per rifondere i partner di progetto delle somme a loro spettanti come da progetto;

- Se questo grave precedente, evidenziato in premessa (vedi punti 1 e 2), potrà pregiudicare futuri progetti della Provincia a finanziamento diretto UE, come ad esempio i progetti LIFE, che normalmente considerano pilastro fondamentale il rispetto degli obiettivi di tutela della biodiversità entrato Costituzione con la modifica degli artt. 9 e 41 approvata nel febbraio 2022 dal Parlamento.

Per la presente interrogazione si richiede l’inserimento al primo Consiglio Provinciale utile con risposta scritta resa a verbale di tale seduta”.

Redazione

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