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Ambiente | 12 giugno 2024, 17:45

Ampliamento cava Lorgino, passa in consiglio la riduzione dell'area di coltivazione

Voto unanime a Crevoladossola; il sindaco ha difeso la necessità di convivenza tra ''le esigenze pubbliche e private'' mentre l'opposizione ha parlato di ''poca concertazione e poca mediazione tra le parti''

Ampliamento cava Lorgino, passa in consiglio la riduzione dell'area di coltivazione

Votata all’unanimità dal consiglio comunale di Crevoladossola la modifica del perimetro di ampliamento di cava Lorgino, tema ormai ‘’caldo’’ da mesi nel paese ossolano.

Maggioranza e minoranza hanno detto sì alla richiesta di ridurre la superficie di coltivazione prevista dal nuovo progetto. Parrebbe una riduzione attorno al 20 per cento.

‘’Questa non è una variante di piano, sarà il provvedimento finale di autorizzazione da parte della Conferenza dei Servizi indetta in Provincia che avrà la valenza di modifica dello strumento urbanistico generale, cui seguirà da parte del Comune l’operazione di mero adeguamento materiale’’ ha esordito il sindaco Giorgio Ferroni in un consiglio dov’erano presenti diverse persone tra cui operai e titolari della cava ma anche esponenti del comitato che si oppone all’allargamento della superficie di coltivazione.

Ferroni  ha ricordato che ‘’la richiesta è assolutamente compatibile con le deliberazione dello scorso anno, trattandosi di una riduzione della superficie di coltivazione’’ sottolineando tra l’altro che ‘’le deliberazioni del comune di Crevoladossola in questo mandato amministrativo non sono state mai impugnate in nessuna sede’’. Poi una riflessione sulla proceduta di ampliamento  ‘’che  auspichiamo abbia una definizione a breve’’.’In questi anni – ha aggiunto - poco si è discusso della cava e del suo ruolo nel comprensorio ossolano. La maggioranza di Crevoladossola non ha mai negato che questa attività sia impattante dal punto di vista urbanistico e paesaggistico, ma si è assunta la responsabilità politica di affermare che si ritiene dal punto di vista sociale ed economico indispensabile la permanenza sul territorio di una delle più importanti attività economiche della provincia. In sintesi, se si ritiene che il sentiero che va da case Genini a Enso, sentiero che viene descritto - da un soggetto pubblico che non è il comune - come un “tracciato, di sezione modesta, privo di lastricato, trottatoie, acciottolati o cunette di regimazione delle acque in materiali locali, ne denota l’utilizzo prevalentemente pedonale, e strettamente legato alle tradizioni agricole locali” possa mettere in discussione 200 posti di lavoro, ognuno sarà chiamato alle responsabilità del caso. Noi abbiamo fatto una scelta, che crediamo equilibrata sintesi delle esigenze pubbliche e private, e come al solito l’abbiamo fatta con la schiena dritta ed assumendoci le nostre responsabilità, ci aspettiamo che tutti facciano altrettanto’’.

Anche la minoranza si è detta favorevole alle attività di cava. Lorenzo Iaria ha ricordato che ‘’quand'eravamo in maggioranza abbiamo sempre cercato soluzioni con le attività di cava’’. Poi un rimprovero all’amministrazione Ferroni. ‘’Non c’è stata concertazione, dovevate fare da mediatori – ha detto Iaria - . Si dovevano cercare soluzioni  che avrebbero evitato perdite di tempo vista l’importanza economica che ha la cava’’.

La replica del sindaco: ‘’Il confronto è stato ampio e diffuso’’. Poil’assessore Paola Broggio ha aggiunto: ‘’L’amministrazione non si deve rimproverare nulla’’. Discussione che si è chiusa con la reazione un po’ stizzita di Natale Cortella, uno dei componenti del comitato Conserviamo Crevola,  verso l’amministrazione crevolese.

Renato Balducci

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