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Attualità | 02 ottobre 2024, 17:28

Dalla Svizzera nuovo appello per salvare il Treno dei Bimbi

Germano Bacchetta si dice fortemente preoccupato che la realtà antigoriana fondata dai frati possa chiudere

Dalla Svizzera nuovo appello per salvare il Treno dei Bimbi

Riceviamo e pubblichiamo:

''Sbigottito e incredulo per ciò che sta succedendo in questi giorni a Domodossola in riguardo alla Cappuccina e a tutte le sue opere'' annuncia Germano Bacchetta ex ragazzo della Casa del Fanciullo e del Treno dei Bimbi di Croveo, residente nella vicina Svizzera e che fin da subito si è mobilitato insieme ad altri per impedire in qualche modo la chiusura del convento e di tutto ciò che gravita ad esso.

''Non si può assolutamente immaginare che possa succedere tutto questo, specialmente per il mitico Treno dei Bimbi di Osso di Croveo che ha una storia così lunga da raccontare e che possa essere destinato a chiudere i battenti dopo 58 anni, nato proprio come opera di solidarietà negli anni sessanta per ospitare quei figli di frontalieri che per le regole della Svizzera non potevano andare con i loro genitori oltreconfine.

Da come leggo le news che mi arrivano dalla stampa ossolana, sono sempre più convinto che il Treno dei Bimbi è fortemente a rischio di chiusura entro settembre del prossimo anno, quando i frati dovranno a malincuore lasciare il convento di Domodossola con tutte le sue opere e trasferirsi in altre sedi.E pensare che ancora ad oggi, questo villaggio, unico al mondo per i suoi vagoni dismessi e riadattati nel tempo c’è ancora moltissima gente che lo frequenta, perché con la sua storia e il suo significato, rappresenta molto di più di un’attrazione turistica, un simbolo di libertà e legami duraturi che merita a tutti i costi di essere preservato per le future generazioni.

Il treno dei Bimbi è un qualcosa a sé che può sopravvivere solo con il benestare dei suoi frati, oppure aimè è destinato a morire, ecco perché mi auguro fortemente in un ripensamento da parte di tutte quelle istituzioni che seguono da vicino questo problema così delicato e rilevante per l’intera comunità di Domodossola e d’oltre confine.Ed è per questo motivo che è in atto da tempo, una forte mobilitazione grazie anche al comitato spontaneo di Domodossola a cui fa parte l’esponente Elia Macrì sul futuro del convento, di Casa Letizia, del teatro, della radio e del Treno dei Bimbi, opere realizzate all’epoca da Padre Michelangelo quel frate conosciuto da tutti per aver creato dal nulla questo impero con passione e competenza, grazie anche all’aiuto dei numerosi volontari che sono sempre stati vicino alla Cappuccina dal lontano 1953.

Mi fa male al cuore aver letto in questi giorni dei numerosi scontri e quell’insensibilità avuta su questa tematica così importante per l’intera comunità di Domodossola, ed è per questo motivo che mi rendo conto che piano piano tutto stia per sgretolarsi grazie al disinteresse a quel passato fatto di numerosi sacrifici per costruire quel qualcosa di buono per quei bambini di allora così bisognosi e sofferenti e che oggi, grazie a questo gruppo nato per caso grazie a Facebook, siano diventati degli uomini maturi e perfetti papà di famiglia.

Concludo, sperando che realmente qualcuno si metta la mano sulla coscienza e non distrugga quanto, con tanto sacrificio e tanto amore è stato fatto in questi interminabili anni dai frati e dai suoi numerosi volontari''.

Lettera firmata

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