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Attualità | 29 agosto 2025, 18:12

Domodossola “dimenticata”: la denuncia del Movimento 5 Stelle sul degrado della stazione

Il Gruppo Territoriale Vco lancia un appello: “Servono investimenti, tempi certi e rispetto per i cittadini. La città non può essere trattata come una periferia dimenticata"

Domodossola “dimenticata”: la denuncia del Movimento 5 Stelle sul degrado della stazione

La denuncia lanciata dal Movimento 5 Stelle del Vco attraverso un comunicato stampa che fotografa con toni durissimi la situazione della città, definita “ostaggio dei lavori ferroviari e dell’inerzia istituzionale”.

Nel mirino finiscono non solo la chiusura, a fine agosto, della linea Domodossola–Milano per lavori di Rfi, ma anche il degrado della stazione ferroviaria, le difficoltà dello scalo merci Domo2 e la lunga chiusura del ponte ferroviario “88”.

“Domodossola non è una città qualunque: è il crocevia naturale tra Italia e Svizzera, la porta di accesso all’Europa attraverso il Sempione – sottolinea il Gruppo Territoriale M5S –. Eppure il suo principale hub infrastrutturale versa in condizioni indegne”.

La denuncia riguarda in particolare la stazione ferroviaria: barriere architettoniche diffuse, ascensori fuori uso da oltre tre anni, sottopasso insicuro e marciapiedi non conformi agli standard.

 “Come può Domodossola ambire a essere riconosciuta come città internazionale se il biglietto da visita per chi arriva dall’estero è una stazione degradata e ostile?” si legge nella nota.

Situazione critica anche per lo scalo merci Domo2, con la decisione di DB Cargo Italia di cessare le attività a dicembre 2024 e la necessità, secondo i pentastellati, di accelerare il piano di investimenti da 60 milioni di euro annunciato da CargoBeamer. A questo si aggiunge il nodo della galleria elicoidale tra Iselle e Domodossola, che con il limite di velocità a 35 km/h rallenta pesantemente i traffici.

Non meno preoccupante la chiusura del ponte ferroviario “88”, che collega via Piave e via Cavalieri di Vittorio Veneto, fermo da quasi un anno nonostante l’assegnazione dei lavori.

I disagi ricadono quotidianamente sui cittadini: pendolari costretti a viaggi interminabili, studenti penalizzati da coincidenze saltate, famiglie scoraggiate dalle difficoltà di collegamento. Anche il turismo, colonna portante dell’economia ossolana, rischia gravi contraccolpi.

Il M5S punta il dito contro RFI, Regione Piemonte, Governo e anche il Comune di Domodossola: “Il risultato è che la città viene trattata come una periferia dimenticata, invece che come nodo strategico”.

Da qui una serie di richieste precise: cronoprogrammi vincolanti per i lavori, adeguamento immediato della stazione, nuovi ascensori, servizi sostitutivi efficienti, un tavolo tecnico permanente, investimenti straordinari per la riqualificazione e il potenziamento delle linee.

“Quella di Domodossola non è una questione tecnica, ma politica e sociale: riguarda il futuro stesso della città – afferma Imerio Frattini, a nome del Gruppo Territoriale M5S Vco –. Una Domodossola isolata e trascurata è destinata al declino; una Domodossola che rivendica il suo ruolo strategico può invece diventare protagonista di un nuovo rilancio economico e sociale”.

Nel comunicato viene inoltre richiamata l’attenzione sulla tutela di alcune testimonianze pittoriche presenti in un locale storico vicino alla stazione, un tempo punto di transito dei soldati inglesi nel dopoguerra, oggi in grave stato di degrado.

“Domodossola ha già dimostrato nella sua storia di saper lottare per la libertà e i propri diritti. Oggi quella stessa determinazione deve essere rivolta a difendere il diritto alla mobilità, alla dignità e allo sviluppo” concludono i 5 Stelle.

comunicato stampa a.f.

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