‘’I falò sono nati perché in passato l’Ovesca era più soggetta alle ‘buzze',. Quando arrivavano le piene, nel letto del torrente restava una notevole quantità di legna e i villadossolesi, per eliminarla, facevano delle pile e la bruciavano’’.
Questo ci aveva spiegato tanti anni fa Gianfranco Bianchetti, al quale avevamo chiesto dove nascesse la tradizione dei falò.
Lo studioso e storico villadossolese aveva dato la spiegazione rimarcando come la necessità di eliminare il materiale trasportato dall’acqua si era poi trasformata in una tradizione durante la festa patronale.
Ed è innegabile che I falò siano una tradizione per Villa.
In queste ore in città c’è un po’ di dibattito sui falò, ritenuti da alcuni pericolosi e poco adatti al momento visto l’emergenza ambientale. Mentre altri li difendono, come momento importante della festa della città.
Un dibattito nel quale non entriamo, anche se è doveroso fare un po’ di storia.
Perché, tranne rare eccezioni, questa tradizione è sempre stata rispettata.
Certo non c’è più la rivalità d’un tempo, quando i falò erano anche ‘supremazia’ tra i rioni. Molti dei quali, con la festa patronale, realizzavano sul loro territorio queste cataste di legna da incendiare il sabato della festa. Una rivalità durata a lungo (ricordiamo soprattutto quella tra i rioni Rogolo e Gaggio), che si è persa col venir meno dell’attaccamento al proprio quartiere.
Una sfida che allora era molto sentita. Sin dalla preparazione dei falò, alla loro difesa notturna qualora qualche rione avversario avesse deciso di dar fuoco all’opera dei rivali. Sino al momento dell’accensione, che era il momento forse più importante e atteso. Anche molto rischioso, visto l’abbondante uso di benzina che veniva fatto.
Delle tradizioni della vecchia festa di San Bartolomeo è rimasto poco col passare degli anni. Oltre ai falò, altri richiami maggiori erano il banco di beneficenza e l’immancabile gara ciclistica con arrivo in corso Italia. Oggi, la patronale si adatta al momento e alle attrazioni che rendono vive anche altre feste ossolane.
Tornando ai falò, è certo giusto chiedere maggior precauzione durante lo svolgimento dell’evento, ma spegnerli per sempre sarebbe come tagliare quel legame che ancora resta col passato e con le tradizioni.