Non si ferma il botta e risposta tra il sindaco di Domodossola Lucio Pizzi e la regione Piemonte sollevato nei giorni scorsi in seguito alla conferenza stampa convocata dal primo cittadino domese per mettere in luce quelle che, secondo il comune, sono le principali criticità rilevate nello studio del Politecnico di Torino sull’individuazione di Piedimulera come area per la realizzazione del nuovo ospedale del Vco. Dopo la risposta arrivata da parte della regione, firmata dall’ingegner Sandro Petruzzi - vicedirettore generale e responsabile del settore investenti della direzione sanità della regione Piemonte - arriva la controreplica di Pizzi. Di seguito il testo integrale della nota del sindaco di Domodossola.
“Egregio Ingegnere,
Le scrivo in merito alle dichiarazioni da lei rilasciate a seguito delle controdeduzioni effettuate dal comune di Domodossola relativamente alla Relazione compatibilità siti nuovo ospedale del Vco redatta dal Politecnico di Torino.
In primo luogo appare perlomeno contraddittoria e difficilmente sostenibile l’affermazione secondo cui “Considerata la dimensione dell’area, la possibile presenza dell’infrastruttura e delle relative fasce di rispetto non escludono pertanto la possibilità di collocare il volume ospedaliero all’interno del perimetro individuato dal comune. Analogamente, non interferiscono le fasce di rispetto relative alla captazione da pozzo di acqua a uso idropotabile degli elettrodotti e del metanodotto”. Infatti il Politecnico di Torino, per riuscire ad ipotizzare l’inserimento dell’ospedale nell’area di Piedimulera, praticamente satura di ingombri e interferenze, si è ritrovato a rappresentare tutte e due le impronte dell’edificio sopra il tracciato del metanodotto, senza che tale elemento risulti rappresentato negli elaborati. Allo stesso modo non risulta rappresentato negli elaborati il pozzo di acqua ad uso idropotabile. Inoltre, nell’allegato 1 alla deliberazione del consiglio regionale del 24 febbraio 2026, n. 142 – 4152 la superficie lorda complessiva da realizzare è stata determinata in circa 42.000 mq, senza ulteriori precisazioni.
Appare poi non condivisibile il passaggio in cui lei afferma che la conformità urbanistica, acustica e il livello di accessibilità dell’area sarebbero confermati sulla base della documentazione fornita dal comune di Piedimulera, fatte salve le opportune verifiche da effettuarsi nelle successive fasi progettuali.
Su questo punto ritengo necessario sottolineare che verifiche di tale natura - che risultano di semplice e rapida esecuzione, in quanto tutti i dati esposti nell’analisi effettuata dal comune di Domodossola sono già disponibili sui portali e sono nell’immediata disponibilità della regione - costituiscono un semplice presupposto istruttorio preliminare e non possono essere rinviate a fasi successive della progettazione né fondarsi esclusivamente sulla documentazione prodotta dal comune proponente, documentazione che tra l’altro era costituita solo da una breve nota a firma del sindaco e da un unico foglio contenente l’estratto del Prgc.
Tali accertamenti di primo livello rientrano quindi tra le responsabilità tecniche della regione e delle strutture competenti e andavano effettuati prima che il consiglio regionale fosse portato al voto sulla base di errati presupposti quali - cito testualmente, ad esempio, un passaggio dell’allegato 1 alla delibera - “L’area individuata per la realizzazione del nuovo ospedale ha un’estensione di circa 280.000 mq, risulta libera da ingombri e interferenze” (l’affermazione risulta inesatta alla luce dei dati disponibili).
Evidenzio, in particolare, come risultino errate le affermazioni contenuta nel documento di sintesi dello studio comparativo, a sua firma, n. prot 00000040 del 13/01/2026 per cui “solo il sito di Piedimulera risulta già destinato a funzioni sanitarie e ospedaliere, mentre gli altri richiederebbero varianti urbanistiche” (l’affermazione risulta inesatta alla luce dei dati disponibili).
Ugualmente errati i passaggi per cui “In sintesi, la comparazione dei siti ha fatto emergere quanto segue: Domodossola (Area 1): l'area non è compatibile in quanto ricade in quota parte Fascia C del Pai - Classe II settori caratterizzati da modesta pericolosità geologica” (l’affermazione risulta inesatta alla luce dei dati disponibili) e per cui “Piedimulera (Area 3): l'area è urbanisticamente idonea alla costruzione di ospedale e non presenta criticità rilevanti” (l’affermazione risulta inesatta alla luce dei dati disponibili).
Di conseguenza risultano errate anche le sue conclusioni per cui “l'area individuata nel comune di Piedimulera (Area 3) risulta complessivamente la localizzazione più idonea per la realizzazione del nuovo ospedale del Verbano Cusio Ossola” (l’affermazione risulta inesatta alla luce dei dati disponibili).
Singolare, in aggiunta, che nello studio del Politecnico non si trovi traccia del fatto che l’area di Piedimulera, oltre ad essere attorniata da diverse attività produttive, si trova a pochi metri da un importante impianto industriale, appena al di là della strada, definito attività insalubre (DM 5/11/1994) e ad alto impatto ambientale. Tale impianto risulta infatti tra le attività inserite nell’elenco delle industrie insalubri di cui all'articolo 216 del testo unico delle leggi sanitarie ed è sottoposto ad Aia perché rientrante fra quelli dell’allegato VIII della parte seconda del D. Lgs. 152/2006. Per questo, nel remoto caso che la realizzazione dell’opera fosse comunque autorizzata nonostante la presenza di tale impianto (oltre che di tutte le altre criticità), sarebbero necessariamente da prevedere idonee misure intese ad evitare o ridurre le emissioni nell'aria, nell'acqua e nel suolo.
Nonostante tutto ciò, sia nelle premesse che nel deliberato della “Deliberazione del consiglio regionale del 24 febbraio 2026, n. 142 - 4152 Riqualificazione della rete ospedaliera dell’azienda sanitaria locale del Verbano Cusio Ossola”, lo studio del Politecnico di Torino è citato a fondamento della scelta di Piedimulera come localizzazione più idonea per la realizzazione del nuovo ospedale del Verbano Cusio Ossola: studio che però presenta significative incongruenze.
Ricordo come avessi già fatto verbalizzare la presenza di queste forti criticità in sede di rappresentanza dei sindaci Asl Vco, chiedendo un incontro con gli organi regionali, ma senza ottenere alcun riscontro.
La scelta del sito destinato a ospitare il nuovo e unico ospedale del Vco deve fondarsi su valutazioni tecniche complete, oggettive, verificabili e adeguatamente motivate. Confido pertanto che le forti e inconfutabili criticità emerse siano oggetto di un immediato approfondimento e delle correzioni del caso da parte della regione Piemonte, nel rispetto della trasparenza amministrativa e della corretta programmazione sanitaria del territorio.
A tal proposito le invio in allegato le controdeduzioni effettuate dal comune di Domodossola relativamente alla relazione compatibilità siti nuovo ospedale del Vco redatta dal Politecnico di Torino, ribadendo che l’amministrazione comunale di Domodossola resta disponibile a qualsivoglia confronto in merito”.














