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Amministrazione | 26 marzo 2026, 16:20

Mense scolastiche a “corto raggio”: la proposta di Facciola per Crevoladossola

Una proposta della minoranza consiliare: dalla filiera locale ai pasti preparati in loco, un modello innovativo per migliorare il servizio e rispondere ai bisogni degli studenti

Il municiupio di Crevoladossola, nel riquadro Daniele Facciola

Il municiupio di Crevoladossola, nel riquadro Daniele Facciola

Nel dibattito pubblico sulla qualità dei servizi scolastici, emerge con sempre maggiore forza la necessità di ripensare il modello delle mense scolastiche.

Una proposta concreta e lungimirante è quella di sviluppare una mensa a “corto raggio”, basata sulla preparazione dei pasti direttamente sul territorio, privilegiando filiere locali e controllate.

Questa soluzione consentirebbe innanzitutto di garantire prodotti freschi e di qualità, riducendo i tempi tra produzione e consumo e valorizzando le eccellenze locali. Allo stesso tempo, un’organizzazione più vicina al territorio renderebbe più semplice e puntuale l’attenzione alle esigenze specifiche degli studenti, in particolare per quanto riguarda intolleranze alimentari, allergie e prescrizioni legate a motivi religiosi. Una mensa moderna deve infatti essere inclusiva, capace di rispondere in modo efficace e sicuro alla crescente varietà di bisogni presenti nelle scuole.

La realizzazione di questo modello è concretamente possibile anche sotto il profilo logistico. Il servizio potrebbe essere attivato all’interno dei locali già esistenti e destinati a tale funzione presso Villa Renzi, oppure attraverso la progettazione di spazi adeguati all’interno del nuovo polo scolastico di Preglia, con l’obiettivo di farlo diventare un vero e proprio fiore all’occhiello per il territorio. Due soluzioni diverse ma ugualmente valide, che dimostrano come l’obiettivo sia pienamente raggiungibile con una pianificazione attenta e mirata.

Dal punto di vista economico, la preparazione dei pasti in loco comporta una struttura dei costi diversa rispetto ai modelli basati su centri cottura esterni. A fronte di un possibile investimento iniziale per l’adeguamento degli spazi e delle attrezzature, i costi di gestione possono risultare più equilibrati nel medio periodo, grazie alla riduzione delle spese di trasporto, stoccaggio e intermediazione. Studi ed esperienze analoghe indicano che il costo per pasto può collocarsi indicativamente in una forbice tra i 5 e i 7 euro, con variazioni legate alla qualità delle materie prime e all’organizzazione del servizio.

Per le famiglie, ciò potrebbe tradursi in un impatto contenuto sulle tariffe, soprattutto se accompagnato da politiche di sostegno e da una gestione efficiente. In questo contesto, l’amministrazione comunale può svolgere un ruolo determinante nel calmierare i prezzi agli utenti, ad esempio attraverso l’introduzione di tariffe differenziate in base alle disponibilità delle famiglie, l’utilizzo di risorse di bilancio dedicate, la partecipazione a bandi e finanziamenti pubblici, nonché la stipula di convenzioni con produttori locali per ridurre i costi delle materie prime. Ulteriori margini di contenimento possono derivare da una gestione ottimizzata del servizio e dalla riduzione degli sprechi alimentari.

Ciò che deve rimanere centrale, al di là delle scelte organizzative e delle sedi individuate, è la qualità dei pasti destinati agli studenti. È questo il principio guida che deve orientare ogni decisione: offrire cibo sano, sicuro e adeguato alle esigenze di tutti.

Non si tratta soltanto di una questione nutrizionale, ma anche educativa e sociale: il cibo diventa parte integrante del percorso formativo, occasione per promuovere corretti stili di vita, rispetto delle diversità e consapevolezza alimentare.

Per queste ragioni, rivolgiamo una richiesta chiara e palese a chiunque assumerà la responsabilità di governo dopo le prossime elezioni: dare seguito concreto a questa proposta e impegnarsi per la sua realizzazione. La qualità della mensa scolastica non deve essere oggetto di divisione politica, ma rappresentare una priorità condivisa, nell’interesse delle nuove generazioni e della comunità nel suo complesso.

Investire oggi in una mensa scolastica a corto raggio significa costruire un futuro più sano, equo e sostenibile per tutti.

Daniele Facciola – Capogruppo di Minoranza Comune di Crevoladossola e Candidato Sindaco alle Elezioni Amministrative Comunali 2026 

comunicato stampa

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