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Sanità | 26 marzo 2026, 09:33

Nuovo ospedale nel Vco, i sindacati: "Servono risposte concrete sul territorio"

Dopo l’incontro con Asl e istituzioni, Cgil, Cisl e Uil chiedono chiarezza su servizi, personale e futuro della sanità provinciale

Nuovo ospedale nel Vco, i sindacati: "Servono risposte concrete sul territorio"

Nei giorni scorsi Cgil, Cisl e Uil hanno incontrato il Direttore Generale dell’Asl Vco Francesco Cattel e il Presidente dell’Assemblea dei sindaci Giandomenico Albertella per discutere del futuro della sanità nel Verbano-Cusio-Ossola, dopo la decisione della Regione Piemonte di individuare l’area di Piedimulera per la costruzione del nuovo ospedale provinciale.

La costruzione di un nuovo ospedale, decisione attesa da molti anni, è una scelta importante ma come abbiamo sempre affermato non è l’unica e sola risposta ai bisogni di cura della popolazione: serve un rafforzamento vero e repentino della medicina territoriale che, in assenza di una visione dettagliata e coordinata nel contesto difficile che stiamo affrontando, desta preoccupazione.

In un territorio come il Vco, caratterizzato da una popolazione sempre più anziana e da una dispersione geografica solo con una medicina territoriale efficace ed efficiente si possono dare risposte alle criticità esistenti che vanno dalla carenza dei medici di famiglia, a quella del personale in tutte le professioni sanitarie e tecniche, alle liste d’attesa che aumentano.

Dopo il confronto con la direzione sanitaria le organizzazioni sindacali confederali, all’interno del percorso di contrattazione sociale territoriale, hanno richiesto alla stessa un confronto strutturale al fine di comprendere ed accompagnare lo sviluppo della sanità e dell’integrazione sociosanitaria nella provincia del Vco nelle due fasi: quella di attesa della realizzazione del Dea unico ed a regime.

Quella del nuovo Ospedale è una opportunità che il territorio non può permettersi di sprecare; per questo crediamo che serva un piano complessivo che tenga conto delle infrastrutture, dei trasporti e dell’evoluzione demografica della provincia per superare le criticità di oggi rendendo sempre più efficace una sanità pubblica che metta al centro le persone.

Piffero (Cgil): "La costruzione di un nuovo ospedale - così come da noi auspicato da sempre - è importante per la nostra provincia, ma non può essere l’unica risposta. Durante il confronto è emersa con forza una preoccupazione che riguarda tutti: la sanità del territorio sta vivendo una fase critica. Mancano medici di famiglia, manca personale in tutte le professioni sanitarie e tecniche e le liste d’attesa continuano ad allungarsi. I cittadini, sempre più spesso, si trovano costretti a rinviare visite e cure, a spostarsi fuori provincia per ottenere assistenza in tempi accettabili oppure, per chi ha la fortuna di avere la disponibilità economica, di rivolgersi sempre di più al privato. Si tratta di problemi concreti che colpiscono ogni giorno famiglie, lavoratori e anziani. 

In un territorio come il Vco, caratterizzato da una popolazione sempre più anziana e da uno stato della viabilità territoriale problematica, il rischio è quello di vedere indebolito il diritto fondamentale alla salute. Abbiamo riconosciuto la disponibilità al confronto da parte dei vertici sanitari e istituzionali, ma riteniamo indispensabile fare un passo in più: serve chiarezza sul futuro della sanità nel Vco.

I cittadini hanno il diritto di sapere su quali strutture potranno contare nei prossimi anni: ospedali, case della comunità, servizi territoriali e strutture sociosanitarie come le RSA. Ma soprattutto è necessario capire con quali servizi, con quale personale e con quali modalità di gestione verranno garantite le cure sul territorio".

Ugazio (Cisl): “Riteniamo che la scelta, attesa da decenni, di dotare la nostra provincia di un nuovo ospedale sia una opportunità che vada colta ed accompagnata. Lo abbiamo sempre sostenuto ritenendo che rimandare la scelta indebolisse di fatto il diritto alla salute in un territorio montano e frammentato, che registra già oggi difficoltà maggiori (pensiamo al reperimento del personale specialistico a quello del comparto, ai MMG, ai tempi di attesa, alla mobilità passiva). L’ospedale è un tassello fondamentale ma lo abbiamo ribadito anche nell'incontro  ha bisogno di essere affiancato da subito da una medicina territoriale efficace ed efficiente. Per questo serve personale, senza il quale nessuna struttura anche la più moderna può funzionare, e serve un’azione culturale profonda per accompagnare e consolidare una sanità pubblica che aveva nell'ospedale il baricentro verso un modello di presa in carico della persona nel territorio (anche con l’ausilio della tecnologia pensiamo alla telemedicina, all'elisoccorso...). E’ nel territorio, lo abbiamo sempre sostenuto come Sindacato, che si fa integrazione socio sanitaria, essenziale per una popolazione che invecchia, ed anc he dalla messa a terra del nuovo piano socio sanitario regionale dovranno arrivare risposte in questa direzione. Per questi motivi abbiamo chiesto di poter continuare un confronto strutturato che accompagni tutto il tempo, non breve, che porterà alla realizzazione della nuova struttura.  Registriamo con favore la disponibilità al confronto da parte della Direzione e del Presidente Albertella e ci diciamo come Cisl disponibili a fare da subito la nostra parte, perché siamo convinti che sia un’occasione per ridisegnare il futuro di questa provincia: la sanità può e deve diventare per noi motore di sviluppo complessivo”.

Broggio (Uil): "Come Organizzazione Sindacale abbiamo sempre sostenuto che la scelta migliore fosse quella di andare nella direzione dell’Ospedale unico provinciale, ovvero  del DEA unico provinciale, finalmente la scelta, seppur a nostro avviso con un po' di ritardo è arrivata. E’ del tutto evidente che in un territorio montano e morfologicamente complesso come la nostra provincia, l’ospedale unico non può essere sufficiente per rispondere alle esigenze di tutte le persone.  Per fare questo occorre sviluppare una rete capillare ed efficiente di medicina territoriale che sia  efficacemente vicino ai nostri cittadini. Come sindacato  abbiamo chiesto di essere sin da subito partecipi e protagonisti di un confronto che debba basarsi su dati oggettivi che devono essere messi a nostra conoscenza in questa fase in cui la chiarezza di una visione complessiva che continuiamo a richiedere è un presupposto imprescindibile".


 

comunicato stampa

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