/ Sanità

Sanità | 17 aprile 2026, 18:00

Punto nascite Domodossola, Cgil attacca: “Tagli prima delle soluzioni”

Bacchetta: “Così si indebolisce la sanità pubblica e aumentano disagi e costi per le famiglie”

Punto nascite Domodossola, Cgil attacca: “Tagli prima delle soluzioni”

Si accende il dibattito sul futuro del punto nascite di Domodossola dopo l’avvio dell’iter di chiusura da parte della Regione Piemonte. A intervenire è la CGIL Novara VCO, che esprime forte preoccupazione per le scelte in atto e per le possibili ricadute sul territorio.

Di seguito il testo del comunicato:

Punto nascite Domodossola: quando i tagli superano le soluzioni!
Per la regione Piemonte arrivano prima i tagli delle soluzioni; o forse sono i tagli le soluzioni che la regione intende proporre, tra una privatizzazione e l’altra?
Abbiamo sempre ribadito quanto la riorganizzazione territoriale, fondamentale per il VCO e fortemente auspicata da oltre venti anni, dovesse partire dall’obiettivo di un maggiore radicamento e da un maggiore investimento in grado di garantire con gestione pubblica la sanità e l’assistenza nel nostro territorio: maggiore prossimità e cure migliori.
Nei giorni scorsi abbiamo osservato la delibera di Cattel (299/2026) e pochi giorni dopo ecco il primo affondo: la chiusura del punto nascite di Domodossola, una strategia d’intervento volta ad andare in direzione opposta rispetto a quanto sempre dichiarato. Con la scelta intrapresa infatti i risultati attesi saranno indirettamente il rischio di un maggiore intasamento del pronto soccorso – esattamente il problema che si è sempre dichiarato di voler risolvere – e maggiore necessità di spostamento per le famiglie, quindi maggiori costi e disagi.
Mentre si iniziano a tagliare nastri su nastri – siamo certi che diventerà lo sport preferito dei prossimi mesi – senza aver ancora chiarito alla cittadinanza chi opererà all’interno degli edifici che verranno inaugurati, quanto personale e come funzioneranno i servizi; l’unica cosa certa è la preoccupazione data da quanto viene più volte riportato nella delibera menzionata: “possibilità di avviare forme innovative di gestione dell’attività sanitaria ai sensi della normativa vigente”.
Le istituzioni coinvolte stanno di fatto dichiarando – sia formalmente che a mezzo stampa – la traiettoria che il VCO si troverà ad affrontare nei prossimi anni: una corsa schizofrenica ai tagli di nastri, privatizzazioni un secondo dopo adducendo le insufficienti risorse pubbliche, tagli e riduzione di servizi a gestione pubblica, convenzionamenti e ulteriori privatizzazioni in prospettiva. Ovviamente se per i nastri vedremo tutto e subito, per quanto riguarda l’idea complessiva verrà tutto rimandato e scoperto nel tempo: esattamente l’opposto di quello che serve alla nostra comunità!
Anche per questo motivo continua la nostra mobilitazione a difesa della sanità pubblica piemontese e proseguiremo con la vertenza che la CGIL e le altre associazioni della società civile stanno costruendo da due anni per tutelare il diritto alla salute nella nostra regione.
Segreteria Confederale  CGIL Novara VCO

comunicato stampa

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO AD APRILE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Aprile 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore