/ Attualità

Attualità | 27 aprile 2026, 09:30

Salute e sanità nelle aree montane: “Basta tagli mascherati da riorganizzazione”

L’allarme dell’Uncem Piemonte: “Le Case di Comunità non diventino strumenti di accentramento dei servizi. Così si penalizzano le aree fragili”

Salute e sanità nelle aree montane: “Basta tagli mascherati da riorganizzazione”

Un richiamo netto contro quella che viene definita una “riorganizzazione solo apparente” della sanità territoriale. L’Uncem Piemonte interviene nel dibattito sulle aree montane, dopo le dichiarazioni del sindaco di Venasca, Silvano Dovetta, riguardo alla possibile soppressione o al trasferimento della Guardia medica verso la nuova Casa di Comunità di Verzuolo.

Un’ipotesi che, se confermata, viene giudicata “grave, miope e inaccettabile” dall’associazione, che da tempo segue con attenzione l’evoluzione della sanità territoriale nelle aree alpine e prealpine.

“Da mesi lo denunciamo con chiarezza: il rischio è che le Case di Comunità, nate per rafforzare la sanità territoriale, diventino nei fatti strumenti di accentramento dei servizi, con un effetto diretto e devastante sulle aree montane”, evidenziano Stefania Dalmasso, sindaca di Piasco, e Roberto Colombero, presidente di Uncem Piemonte.

Secondo Uncem, quanto sta emergendo in Valle Varaita rappresenta un caso emblematico: da un lato si investe in nuove strutture sanitarie, dall’altro si riducono o si spostano presìdi già esistenti. “Non è riorganizzazione. È un arretramento dei diritti”, sottolineano Dalmasso e Colombero.

Il nodo centrale riguarda l’accesso ai servizi sanitari nei territori montani. “Togliere la guardia medica da un Comune di montagna significa aumentare le distanze reali per cittadini spesso anziani, ridurre la sicurezza sanitaria, accelerare lo spopolamento e contribuire a un impoverimento già in atto dei servizi”, viene evidenziato.

L’Uncem Piemonte respinge quindi con decisione una logica di “razionalizzazione” che si tradurrebbe in tagli ai presìdi locali. “Non si può continuare a chiedere ai territori montani di resistere mentre si sottraggono servizi essenziali. Non è accettabile che, mentre si parla di riequilibrio territoriale, nei fatti si continui a concentrare tutto a valle”, afferma la sindaca di Piasco.

Per l’Uncem la questione non è solo tecnica ma profondamente politica. “Decidere se garantire pari diritti di accesso alla sanità oppure costruire un sistema che penalizza le aree più fragili è una scelta politica”, aggiunge Colombero.

L’associazione chiede quindi alla Regione Piemonte chiarimenti immediati: se l’ipotesi sia già una decisione definita, l’apertura di un confronto reale con i territori e lo stop a qualsiasi intervento che comporti la perdita di servizi nei comuni montani.

“Se le Case di Comunità diventano il pretesto per chiudere o spostare servizi, allora siamo di fronte a un uso distorto delle risorse pubbliche e degli obiettivi del PNRR”, conclude Dalmasso. “La montagna chiede rispetto, servizi e condizioni minime per poter continuare a vivere. Su questo Uncem Piemonte non farà passi indietro”.

comunicato stampa a.f.

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A MAGGIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore