Un nuovo “libro di bivacco” custodirà da oggi pensieri, firme e testimonianze dei rarissimi escursionisti che raggiungono il balmo di Sautir, sul versante ossolano dei Corni di Nibbio.
L’iniziativa è stata promossa dalla Stazione di Ornavasso del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, che sabato 2 maggio ha organizzato una salita al piccolo ricovero situato a quota 1440 metri, in una delle zone più selvagge e isolate della bassa Ossola.
Il balmo di Sautir rappresenta una testimonianza storica della prima metà del Novecento, quando veniva utilizzato come riparo dal guardiano della teleferica che attraversava la bocchetta di Lavattel durante i grandi disboscamenti della Val Grande. Con il tempo il ricovero è stato abbandonato, diventando un essenziale punto d’appoggio di emergenza per i pochi escursionisti che percorrono i sentieri impervi tra Bettola, i Corni di Nibbio e Orfalecchi.
All’interno del bivacco era presente un vecchio quaderno lasciato nel 2005, ormai deteriorato dall’umidità e danneggiato dai topi. A recuperarlo è stato Felice Ghiringhelli, volontario della stazione Cnsas di Ornavasso e profondo conoscitore di queste montagne.
Sabato quattro volontari del Soccorso Alpino di Ornavasso, insieme ad altri alpinisti ossolani e verbanesi, hanno raggiunto Sautir per collocare un nuovo libro custodito in una cassetta impermeabile, destinata a raccogliere le memorie di chi transita in questi luoghi remoti, frequentati da meno di dieci persone all’anno.
La salita è avvenuta da Bettola passando per il Turi, il grande piano ben visibile dalla valle del Toce. Durante l’escursione i volontari hanno anche posizionato una corda fissa in sostituzione di vecchi e deteriorati nastri utilizzati lungo il percorso. Il ritorno è poi avvenuto lungo la mulattiera Cadorna.
















