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Eventi | 02 luglio 2026, 15:00

Ossola Guitar Festival celebra trent'anni tra musica, cultura e territorio

Dal concerto numero 250 alla nuova Casa, l'edizione 2026 amplia il programma con appuntamenti collaterali, visite nei musei e iniziative inclusive

Eleonora Spinella, Elena Pavan, Salvatore Seminara

Eleonora Spinella, Elena Pavan, Salvatore Seminara

Trent’anni di musica, cultura e comunità: è “Ossola Guitar Festival”, appuntamento ormai irrinunciabile dell’estate ossolana, che con l’edizione 2026 festeggia il proprio trentennale. Dal 18 luglio al 10 agosto, undici concerti e nove eventi collaterali in scena nelle più suggestive location del territorio, che si inaugurano con il concerto numero 250 della storia del festival.

A illustrare il ricco programma della 30esima edizione di Ossola Guitar Festival sono stati il direttore artistico Salvatore Seminara ed Elena Pavan che, insieme ad Andrea Pavan, si occupa di grafica, fotografia e comunicazione. “Dobbiamo ringraziare Eleonora Spinella (titolare dell’agenzia di assicurazioni Unipol Spinella Tamini, ndr) che ci ha permesso di avere finalmente una casa”, spiegano gli organizzatori. La “Casa del Festival” è infatti il Caveau di Domocentro, che ha sede proprio all’interno dell’agenzia assicurativa di Domodossola e che ospiterà, nel corso di tutto il festival, numerosi appuntamenti. “Siamo orgogliosi di presentare il programma del nostro trentennale: il festival dimostra ancora una volta di essere sempre più radicato sul territorio e di andare oltre alla musica, rinnovando il senso di comunità”.

Novità di quest’anno, la collaborazione con l’Associazione Musei Ossola: “Proporremo - spiega il presidente Paolo Lampugnani - visite guidate nei borghi e nei musei dei comuni che ospiteranno i concerti. Sono davvero felice di questa collaborazione e spero che possa essere un preludio per il futuro”. Le visite guidate toccheranno, nei giorni dei concerti, il museo di scienze naturali di Domodossola, la chiesa di San Gaudenzio di Baceno, il museo dello Spallone di Masera, il Castello Visconteo di Vogogna, il museo del Tesoro di Craveggia e il museo parrocchiale di Ornavasso.

L’edizione 2026 di Ossola Guitar Festival si apre dunque il 18 luglio nel Giardino del Convento di Domodossola con l’orchestra a plettro “Città di Milano” diretta da Augusto Scibilia. L’appuntamento è organizzato in collaborazione con l’associazione Oscella Felix, che prima del concerto propone un apericena (prenotazioni al numero 379 1426870). Si prosegue poi il 20 luglio sulla scalinata della chiesa di Varzo con Carlo Poddighe, il 22 luglio nella chiesa di Baceno con il duo Goni-Perretta e il 24 luglio nella chiesa di Cardezza con Juan Manuel Molano Posada. Il 27 luglio nel parco di Villa Caselli a Masera in scena il Quintetto Quilombo, il 30 luglio sotto i portici di Palazzo Pretorio a Vogogna il duo Dusul, il 2 agosto nella chiesa di Craveggia l’Ensemble Sinequanon Berlin, il 4 agosto nell’area esterna delle scuole di Crevoladossola il gruppo From Earth to Space, il 6 agosto nella chiesa di Bognanco il duo Guion, l’8 agosto nel santuario del Boden di Ornavasso il duo Alogna-Tampalini e, infine, il 10 agosto nel porticato delle Cappelle di Mergozzo il Abdo Buda Marconi Trio.

Sono inoltre previsti numerosi appuntamenti “Extra Festival”, ospitate per lo più presso la “Casa del Festival” a Domocentro: dalle masterclass dedicate ai chitarristi professionisti aò saggio degli studenti del corso estivo di chitarra, fino ad un concerto-conferenza dedicato alle chitarre dell’800. Tra gli appuntamenti più significativi, il 25 luglio a Domocentro una “Performance al buio” promossa in collaborazione con l’associazione Apri (Associazione Pro Retinopatici e Ipovedenti) del Vco: gli spettatori saranno bendati per calarsi in un’esperienza sonora immersiva e, allo stesso tempo, comprendere in prima persona la disabilità visiva.

Si rinnova, infine, la collaborazione con “Itinerarium”, che per ogni tappa del festival offre al pubblico - tramite Qr code presente sulle locandine - la traccia Gps di un percorso che permette di scoprire il territorio.

Letizia Bonardi

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