‘’Quest’anno nel primo semestre abbiamo raccolto circa mille quintali di latte in più rispetto all’anno scorso, pari ad un 4,2 per cento in più. Quantitativo che abbiamo ritirato perché il senso della nostra cooperativa è quello di garantire agli allevatori che tutto quanto producono gli viene ritirato a un prezzo il più possibile remunerativo. La quantità di latte aumenta perché stanno cambiando le nostre aziende: oggi investono di più e puntano su capi più produttivi’’. Così parla Gianni Morandi, direttore della Latteria Sociale Antigoriana.
Una fotografia positiva della produzione nel Verbano Cusio Ossola, che si stacca dal quadro nazionale. Nei giorni scorsi alcuni allevatori del basso Piemonte denunciavano ''come al litro di latte costasse loro 50-55 centesimi mentre il mercato stagnante avesse portato a venderlo a 40-45 centesimi. Prezzo che non permette di coprire i costi. Col rischio che molti allevatori si arrendano''.
Ma il Vco pare un’isola meno problematica grazie alla Latteria di Crodo che tutela i suoi soci-allevatori.
Spiega Morandi: ‘’ L’estate scorsa il latte era ad alti livelli: era pagato vicino ai 70 centesimi. Nei primi mesi di quest’anno siamo arrivati anche a 20 centesimi come conferma il mercato. E se un allevatore ha latte in eccedenza, lo deve vendere a questi prezzi. Noi, come cooperativa, proteggiamo le nostre piccole realtà, e nonostante il latte fosse sceso a 20-22 centesimi, lo abbiamo pagato 52 centesimi ai nostri soci. Un prezzo poco distante dai 56 dell’anno scorso. E 52 è già tanto, perché in Lombardia (regione di riferimento perché rappresentativa del settore ndr) , è crollato a 45’’.
‘’Anche a noi questa situazione crea un certo ‘stress finanziario’ – afferma - ma al tempo stesso tutela gli allevatori che inevitabilmente hanno anche visto aumentare i loro costi di produzione’’.
Dinamiche diverse quelle nazionali e quelle locali. ‘’Noi, che siamo una piccola realtà di montagna cerchiamo di sganciarci da queste oscillazioni – spiega il direttore- . Lo facciamo attraverso i tre punti di vendita diretti (Crodo, Druogno e Piedimulera) che rappresentano uno sbocco importante e quindi siamo in parte svincolati dalle dinamiche nazionali. Raccogliamo il latte dai nostri soci, lo trasformiamo e lo vendiamo al consumatore. Cercando di mantenere un prezzo concorrenziale. Nei negozi il nostro prezzo è di 1,5 euro al litro, mentre nella grande distribuzione siamo quasi a 2 euro. Lo stesso facciamo anche per i nostri prodotti: saltando i passaggi intermedi. Ovvio che siamo influenzati dai grandi mercati. Infatti riusciamo a vendere un terzo del latte conferito e dei prodotti, quindi gli altri 2/3 vanno sul mercato. Però ci siamo sforzati di arrivare capillarmente a tutti i nostri clienti: dalla grande distribuzione ai negozi, ai bar, ristoranti. E in questi anni abbiamo aumentato notevolmente la quota di prodotti che distribuiamo nel Vco e nelle province vicine''.
La Latteria, che conta venti soci allevatori e 20 dipendenti, è in un momento di salute: ‘’Abbiamo fatto degli investimenti per razionalizzare la trasformazione ed aumentato la capacità produttiva e stiamo crescendo molto nella distribuzione diretta: questo è positivo. Anche se va considerato che alla crescita commerciale dobbiamo contrapporre il costo degli investimenti fatti e il fatto che entra meno liquidità visto che il latte in esubero lo vendi a un prezzo basso’’
Investimenti che hanno visto anche la realizzazione di un impianto fotovoltaico che ‘rende’ in parte autonoma la Latteria, un impianto da 200 kw con 50 di accumulo, finanziato attraverso un bando che garantiva l’80 per cento a fondo perso.













