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Politica | 22 luglio 2026, 07:00

Manutenzione idraulica, la Giunta rivendica il "modello Piemonte" e respinge le critiche del Pd

L'assessore Marco Gabusi difende il sistema basato su prevenzione, semplificazione burocratica e riutilizzo dei materiali. Con 88 candidature valide al quarto programma e 130 interventi già realizzati, la Regione conferma l'intenzione di proseguire

Manutenzione idraulica, la Giunta rivendica il "modello Piemonte" e respinge le critiche del Pd

La Giunta difende il modello piemontese di manutenzione idraulica, “un sistema unico in Italia che funziona e che oggi trova conferma nei risultati”, dopo la presentazione dell'interrogazione da parte del Partito Democratico sul Quarto Programma di manutenzione idraulica dei corsi d’acqua piemontesi. Nella risposta scritta consegnata all'interrogante, la Giunta regionale ha ribadito con forza la validità di una misura che rappresenta oggi un modello unico in Italia, costruito per affrontare il rischio idrogeologico attraverso la prevenzione e la manutenzione programmata, anziché intervenire soltanto dopo le emergenze.

"C’è chi pensa che la soluzione sia aggiungere nuovi livelli burocratici e rallentare gli interventi – dichiara l’assessore regionale alle Infrastrutture e Difesa del Suolo Marco Gabusi –. Noi abbiamo scelto una strada diversa: semplificare le procedure senza rinunciare ai controlli, programmare gli interventi prima che i problemi diventino emergenze e utilizzare in modo intelligente le risorse disponibili".

Il Programma approvato dalla Regione individua le situazioni di criticità idraulica sulle quali intervenire e consente di avviare rapidamente il percorso progettuale. Ogni singolo intervento sarà poi sviluppato da professionisti abilitati, sottoposto alla verifica dell’Autorità idraulica competente e autorizzato solo dopo tutte le valutazioni previste dalla normativa ambientale, paesaggistica e di tutela del territorio. Non esiste quindi alcuna deroga ai controlli: viene semplicemente eliminata la burocrazia inutile che rallenta la messa in sicurezza dei corsi d’acqua. A confermare la bontà della scelta regionale sono soprattutto i numeri: alla manifestazione di interesse del quarto programma sono pervenute 96 candidature, delle quali 88 ritenute valide dopo l’istruttoria amministrativa.

"Questi dati dimostrano che il sistema funziona - prosegue Gabusi -. Le imprese credono nello strumento che abbiamo costruito, partecipano alle procedure e consentono alla Regione di trasformare rapidamente la programmazione in opere concrete. Se il modello non fosse efficace, non avremmo avuto questa risposta."

Il sistema piemontese, introdotto con la legge regionale e perfezionato negli anni successivi, permette infatti di realizzare gli interventi senza oneri diretti per la finanza pubblica, valorizzando il materiale estratto dagli alvei e reinvestendo gli introiti nella manutenzione del territorio. Anche i risultati ottenuti negli anni confermano questa scelta. Con i primi tre programmi sono già stati realizzati 130 interventi, movimentando circa 1,344 milioni di metri cubi di materiale, di cui oltre un milione di metri cubi asportati e oltre 300 mila metri cubi riutilizzati per il ripascimento e la difesa spondale. L’attività ha inoltre generato circa 930 mila euro di introiti, interamente reinvestiti in manutenzione ordinaria e straordinaria, difesa del suolo e interventi a favore dei territori piemontesi.

"Mi spiace - conclude l'assessore - che nell'interrogazione il Partito Democratico ci chieda di revocare una misura così utile, mentre nei territori molti sindaci ci chiedano di estenderla; i primi cittadini, però, possono stare tranquilli perché continueremo a investire sulla prevenzione, sulla manutenzione programmata e sulla sicurezza dei cittadini. Per noi la vera tutela dell’ambiente e del territorio non si realizza lasciando i problemi nei fiumi, ma intervenendo prima che si trasformino in rischi per persone, infrastrutture e comunità."

comunicato stampa

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