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Attualità | 13 ottobre 2026, 10:00

A Villadossola l'ultimo saluto a don Mario Ceresa FOTO E VIDEO

Gremita la chiesa di Cristo Risorto per i funerali celebrati dal vescovo Franco Giulio Brambilla con una trentina di sacerdoti

Si sono svolti ieri, 12 ottobre, nella chiesa di Cristo Risorto di Villadossola i funerali di don Mario Ceresa, di 82 anni. A salutare il sacerdote di Villadossola, amico del mistico don Elia Bellebono - nato nel 1912 e morto nel 1996, noto come l'apostolo del Sacro Cuore di Gesù - erano presenti il vescovo di Novara monsignor Franco Giulio Brambilla e una trentina di sacerdoti.

La chiesa era gremita: tra la folla commossa anche molte persone provenienti da fuori Ossola, i nipoti di don Elia, Santino e Marino Bellebono giunti da Bergamo, il direttore amministrativo dell'opera del Sacro Cuore di Gesù di Urbino Domenico Maria Bruscolini.

Il funerale è stato celebrato secondo le volontà lasciate scritte da don Mario con le indicazioni dei temi da trattare da parte del Vescovo alla sua omelia funebre: Il Sacro Cuore di Gesù e la Santissima Trinità. All'inizio della celebrazione il vicario territoriale don Luigi Preioni ha tracciato la biografia di don Mario, raccontando che entrò in seminario poco dopo che lui divenne sacerdote. “Ricordo che dopo aver concluso il seminario – ha detto don Preioni - pregai perché qualcuno entrasse presto al mio posto e così avvenne”.

Quasi al termine della celebrazione, sempre su indicazioni lasciate da don Mario, il padre Rosminiano don Vito Nardin ha dato notizia dell'apparizione che don Elia ebbe nella cappellina della chiesa di Villadossola, alla quale fu presente anche don Mario Ceresa. il mistico don Elia Bellebono ebbe in quell'occasione la visione di Gesù, che lo incaricò di costruire il Santuario del Sacro Cuore di Gesù ad Urbino.

Molto commovente è stato il momento nel quale è stato letto uno scritto di don Mario Ceresa, “Amen”, che così concludeva: “E dopo aver pronunciato migliaia e migliaia di Amen verrà il momento di dire l'ultimo Amen, quello più costoso, forse non riuscirò più a parlare, non ce la farò neppure a muovere le labbra, allora non potendo più ripetere l'ultimo Amen, l’Amen decisivo tacerò e Tu, che non me lo hai strappato a forza dalla bocca, ma lo hai taciuto con me, provvederai a farlo risuonare dall'eternità”.

Al termine della celebrazione, sempre secondo le indicazioni di don Mario, vi è stato un rinfresco in oratorio.

Mary Borri

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