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Cultura | 29 ottobre 2026, 09:35

Migranti oltre i confini del Vco”: a La Fabbrica 27 dipinti raccontano storie di emigrazione FOTO e VIDEO

Un viaggio attraverso i secoli tra partenze, ricordi e testimonianze, visitabile fino all’8 novembre

È stata inaugurata sabato al Centro Culturale La Fabbrica l'esposizione “Migranti oltre i confini del Vco”, che sarà visitabile fino all'8 novembre nella sala mostre al primo piano.

Sono 27 i dipinti a olio su tela in mostra, che trattano il tema della migrazione dai territori del Vco e da alcune località del lago d'Orta che fanno parte della provincia di Novara, dalle sue origini fino ai giorni nostri. All'ingresso è esposta una valigia e lungo il percorso vi sono anche due storici bauli.

Le opere sono state realizzate dagli allievi e artisti de “La Bottega dell'Arte” di Gravellona, sotto la guida della pittrice Michela Mirici Cappa. L'evento è stato organizzato dalla Bottega dell'Arte in collaborazione con l'associazione culturale Giovan Pietro Vanni, con il patrocinio della Regione Piemonte.

La storia migratoria viene raccontata dall'esodo stagionale dei secoli passati alla grande migrazione transoceanica, fino ad arrivare ai recenti flussi di mobilità intellettuale e giovanile.

“Dopo una prima fase iniziale di ricerca e reperimento di testi – spiega Michela Mirici Cappa – in biblioteca e sul web, sono emerse anche numerose testimonianze dirette da parte di allievi e allieve che hanno riferito diverse vicende legate alla migrazione di propri familiari o conoscenti.

Raccogliere e documentare le testimonianze giunte fino a noi attraverso la realizzazione di dipinti a olio su tela ha significato trasformare il ricordo in immagine: la pittura è diventata così uno strumento di memoria collettiva, capace di custodire e tramandare storie e ricordi che altrimenti avrebbero rischiato di andare perduti”.

I dipinti sono accompagnati da testi esplicativi e immagini fotografiche. Sono rappresentati i ragazzi partiti per fare gli spazzacamini, i giovani pittori emigrati al seguito dei ritrattisti, gli inventori che portarono il proprio ingegno oltre le Alpi, dal calorifero all'acqua di colonia, dalla mongolfiera all'asfaltatura. C'è anche l'inventore della Caesar salad, fino ai muratori e ai costruttori impegnati in Africa, o ai giovani di oggi diretti in Paesi europei, in Cina, in Messico o in altre nazioni.

Sulla mostra è disponibile anche un catalogo.

“La mostra e il catalogo – spiega il critico d'arte Giuseppe Possa – non sono solo un saggio finale, sono un esercizio di memoria civile. L'esposizione celebra la capacità di partire, reinventarsi, tornare, la dignità del lavoro, la continuità di una comunità che sa ancora raccontarsi attraverso la pittura. Restituisce, con semplicità e rigore, all'interno di una scuola d'arte, la complessità di un territorio che ha sempre dialogato con il mondo”.

Gli orari di apertura della mostra sono: venerdì dalle 16 alle 19, sabato dalle 10 alle 19 e domenica dalle 10 alle 19.

Mary Borri

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