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Turismo | 27 giugno 2022, 16:00

Cinque modi per cominciare ad “entrare” in Val Grande

Un Parco da scoprire ogni sabato

Cinque modi per cominciare ad “entrare” in Val Grande

Parco Nazionale Val Grande, una vallata unica, dominata dal silenzio.

Sebbene negli ultimi tempi acclamati autori, videomaker, trasmissioni televisive italiane e d’oltralpe si siano appassionate alla Val Grande nella provincia del Verbano Cusio Ossola, ancora molti devono scoprire questo Parco Nazionale confinante con Val d’Ossola ad ovest, Val Vigezzo a nord e le valli affacciate al Lago Maggiore a est.

Poco tempo fa si è festeggiata la ricorrenza del trentennale dall’atto costitutivo del Parco, atto che si prefiggeva la tutela della wilderness (per dirla come gli americani). Missione compiuta, se oggi infatti possiamo vantare la più grande area selvaggia delle Alpi, ma non è il solo primato della Val Grande: qui è nata anche la prima via ferrata delle Alpi Italiane, dedicata al troppo spesso dimenticato esploratore Giacomo Bove. Insomma ci sono tutti gli ingredienti per un’avventura, quella vera e i motivi non sono limitati all’eccellenze citate.

La Val Grande non è come tutte le altre valli alpine, i più esperti se ne possono rendere conto guardando una mappa, ma niente è come esserci davanti, o meglio, “dentro”. Già perché qui in zona non si usa dire, come in tanti luoghi di montagna, “vado su in Val Grande” ma “vado dentro”. In quel “dentro” c’è tutto il significato dell’esperienza immersiva che aspetta l’escursionista nell’atto dell’esplorazione. 

La Val Grande è densa, intricata, ad imbuto verso il centro della Terra come in un libro di Jules Verne. Sebbene sia presente abbondante segnaletica, ogni anno non mancano gli interventi per recuperare escursionisti dispersi perché basta una chiacchiera, una distrazione e il bosco fa il resto…ti ritrovi a guardarlo cercando segnali, che lui tenta di mandarti, ma ormai sono in una lingua che non capiamo.

Per questo ma non solo, da anni il Parco ha formato una squadra di Guide Ufficiali della Val Grande, uomini e donne esperti che sanno come e dove andare. Ma non è solo per questo che una Guida, di un Parco come quello della Val Grande, è importante.

Qui il territorio è come una roccia metamorfica, i granelli si sono sedimentati uno sull’altro per poi distorcersi e contorcersi. Gli ingredienti, i nostri granelli di sabbia del fondale primordiale, sono tanti: c’è il granello dei primi uomini ad aver inciso la pietra lasciandoci interrogativi ancora oggi, c’è quello che ha creato l’unico esemplare di gotico francese in Italia, la maestosità del Duomo di Milano; c’è quello del sovrasfruttamento del bosco con ingegno, metodo, fatica e (diciamocelo pure) poco rispetto; c’è quel granello lucente della culla della libertà durante la lotta al nazi-fascismo; c’è la fatica degli ultimi alpigiani “eroici” e poi c’è lei: Madre Natura, la forza metamorfica che cela, ricopre, mescola tutti gli elementi, ci induce alla ricerca, in un teatro che noi chiamiamo selvaggio.

La Val Grande non è più un paesaggio culturale ma non è nemmeno solo alberi. È una montagna che sa chi è stata e cosa è diventata, “entrare” vuol dire, con prudenza, cominciare a capire. E allora sono qui a Vogogna (VB), alla sede del Parco, dove ho appuntamento con alcune Guide Ufficiali alle quali voglio strappare qualche consiglio. Manuel Piana, Pietro Beretta e Tiziano Fornara sono i portavoce del gruppo delle Guide, e in collaborazione con il team del Parco, scelgono date, programmi e luoghi.

Manuel, cosa è cambiato quest’anno nel calendario della Val Grande?

“La novità è che quest'anno abbiamo deciso di allungare il periodo delle nostre escursioni! Abbiamo iniziato ad aprile e andremo avanti tutti i sabati fino a novembre! Gli escursionisti possono essere sicuri di avere una Guida Ufficiale a disposizione ogni settimana. Per questo il nostro programma quest’anno si chiamerà “Il sabato con le Guide”

Con la wilderness è tornata fauna e avifauna e tu sai bene dove trovarla, dove mi consigli di andare?

“Uno dei miei posti preferiti è Piancavallo con la cima del Morissolo, là puoi vedere rapaci diurni se sai dove guardare!”

Pietro mi consigli due posti dove andare per cominciare ad “entrare” nella Val Grande?

“Beh un grande classico è l’anello tra Cicogna e Pogallo. Un’immersione al centro del Parco con testimonianze storiche antiche di millenni, come le incisioni rupestri, o più recenti come l’attività dei boscaioli, un vero e proprio viaggio nel tempo! E poi se uno ha gambe e fiato può arrivare fino a Pian di Boit, uno dei miei posti preferiti!”

Tiziano, mi mancano due posti dove andare e poi posso cominciare ad allacciare gli scarponi: dove mi consigli di andare?

“Io ti consiglio di andare al Monte Faiè dove si percorrono sentieri ormai dimenticati e dove ruderi e le mulattiere ci raccontano le tante storie degli alpigiani, dei boscaioli e dei partigiani.”

E un posto per approcciare la Val Grande da nord?

“Se arrivi da lì allora ti consiglio l’Alpe Scaredi e il Lago del marmo. Lì tra alpeggi, le antiche fornaci per la calce, affioramenti calcarei e di marmo si può capire come la pietra sia importante in Val Grande…e poi vedrai che panorama!”

Grazie a tutti e tre! A stare con voi però c’ho preso gusto, non vedo l’ora arrivi sabato per Entrare finalmente in Val Grande!

La Val Grande aspetta nuovi esploratori, tutti i sabati, perché in fondo “andare dentro” è un po' capire il suo territorio e molto noi stessi.

http://www.parcovalgrande.it/ilsabatoconleguide.php

Federico Chiodaroli

Divulgatore e Guida Ambientale Escursionistica

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