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Attualità | 18 novembre 2022, 15:50

Stop alla messa in latino, un lettore: “In tanti abbiamo scritto al vescovo ma non ci ha risposto”

“Come padri e madri di famiglia abbiano preso carta e penna e inviato, con il cuore in mano, tante missive chiedendo una deroga alle disposizioni per non interrompere le celebrazioni”

Stop alla messa in latino, un lettore: “In tanti abbiamo scritto al vescovo ma non ci ha risposto”

Vorrei dare una testimonianza a riguardo delle recenti disposizioni adottate dal Vescovo di interrompere la celebrazione della messa quotidiana in latino in due chiese ossolane, dando evidenza della mia lettera al Vescovo che segue moltissime altre accorate lettere di padri e madri attualmente prive di risposta”. È quanto scrive un fedele alla nostra redazione in merito allo stop alle funzioni in lingua latina alla Cappella dell'ospedale di Domodossola e a Vocogno in val Vigezzo.

Riconosco la Chiesa ordinata secondo una gerarchia e che al vescovo spetta la facoltà di derogare eventualmente a disposizioni qualora la cura delle anime lo giustifichi -prosegue il nostro lettore-.  Mi pongo ben dentro il solco di Santa Madre chiesa e mai fuori, e scrivo 'da padre' al Vescovo chiedendogli di farci sentire la Sua paternità buona degnandoci di una risposta sulle richieste di mantenere la frequenza e la forma dei sacramenti che sta facendo tanto bene”.

Di seguito il testo della lettera inviata a Monsignor Franco Giulio Brambilla.

Eccellenza Reverendissima

Sono un padre di famiglia che ha beneficiato di molti sacramenti in valle Vigezzo a Vocogno officiati secondo la forma straordinaria (quella in latino) autorizzata dal motu proprio di Benedetto XVI come arricchimento per la Chiesa insieme alla forma ordinaria.

Sono testimone da due settimane di più di cento tra padri e madri di famiglia (dietro cui stanno quindi mediamente altre 4-5 persone tra mogli mariti, figli zii nonni e nipoti) che si sono esposti personalmente a scriverLe per la vicenda di don Stefano e don Alberto.

Non è facile scrivere ad un vescovo prendere “carta e penna” non è esattamente una cosa che un padre di famiglia nel 2022, immerso in questioni di sopravvivenza spiccia  e vessato tra gli adempimenti dovuti e la propaganda dei media in un mondo frenetico, fa agevolmente. Addirittura so che Le ha scritto un amico dalla lontana Svezia, raccontando di come sia fuggito dai riti protestanti trovando in val Vigezzo finalmente la vera dottrina cattolica custodita in aderenza al liberante e bimillenario deposito della fede.

Non  le sarà sfuggito quanto notevole sia che, anziché spegnersi davanti alla televisione o alienarsi giocando a calcetto o sfinirsi di chiacchere e pettegolezzi da bar, o godersi un aperitivo,  tanti padri e madri di famiglia abbiano preso carta e penna e si siano cimentati a scrivere con il cuore in mano tante missive chiedendo una deroga alle disposizioni per non interrompere -incomprensibilmente ai più e proprio a ridosso dell’avvento- la cura d’anime che don Alberto e don Stefano con un lavoro educativo instancabile sui contenuti della dottrina cattolica fanno richiamando all’importanza dei sacramenti, del restare in grazia di Dio, del fuggire il peccato, del comunicarsi giornalmente.  

Ritengo anche notevole che tutti questi padri e madri si rivolgano a lei, confermando in questo una chiara comprensione che la Chiesa è una gerarchia ordinata, riconoscendoLa come chi può prendere tali disposizioni ed eventualmente derogarle a fronte di comprovate esigenze delle anime e quindi ponendosi saldamente all’interno del solco di Santa Madre Chiesa nel riconoscerLe l’autorità della Chiesa

Mi confermano che le lettere inviate via mail hanno ricevuto dopo alcuni giorni strani messaggi di “fallimento nella consegna” probabilmente a causa di una chiusura delle caselle di posta elettronica, forse nella speranza che la mobilitazione si spenga da sola; molte lettere sono state pubblicate su giornali locali e testate online quando non re-inviate attraverso altri mezzi nel tentativo di raggiungere ugualmente Lei ed il vicario, come certo avrà appreso dai giornali.   

Paradossalmente sembra “normale” il fatto che a nessuno sia giunta alcuna risposta. Come se si desse per scontata una irrilevanza del parere dei fedeli agli occhi dei loro pastori, o un disinteresse, secondo criteri puramente umani e di potere. Si può certamente spezzare questo cinismo cercando attivamente un contatto, un dialogo autentico ed un rapporto.  

L’assenza di risposta è sintomo di una assenza di rapporto: se penso al rapporto tra un Vescovo ed i sacerdoti affidatigli l’ho sempre immaginato come un rapporto di paternità, in cui l’ascolto ed il confronto frequente sono assolutamente necessari, e mi chiedo come sia possibile che due sacerdoti debbano apprendere dalla stampa le disposizioni sul futuro delle loro comunità, come sia possibile che debbano apprendere che sono stati “sollevati” dall’incarico di insegnamento scolastico solo dalla persona che li ha dovuti sostituire, nell’ imbarazzo generale di chi sa che queste cose andrebbero almeno comunicate ai diretti interessati con una pedagogia, un rispetto, una delicatezza come tutti noi vorremmo esser trattati da un padre che ci rappresenta in terra il Padre Celeste.

Sua Eccellenza questo è il punto della situazione, le chiediamo di esercitare non solo il comando ma anche la paternità, e di farla sentire, farla arrivare ai suoi preti coinvolti da questa vicenda ma anche ai fedeli entrando in contatto e confrontandosi e rispondendo ai fedeli di Vocogno e Domodossola che le hanno scritto sulla vicenda. Sappiamo che la messa di sempre non si può abrogare né negare ai fedeli che la chiedono. Ebbene chiediamo questa messa di sempre celebrata quotidiana e raggiungibile dai luoghi dove siamo, chiediamo di poter accedere a tutti i sacramenti nella forma straordinaria per noi che abbiamo imparato ad apprezzarla, essendo parte del deposito bimillenario della fede. Le disposizioni prese compromettono la nostra possibilità di accedere ai sacramenti quotidiani nei luoghi dove siamo (Vocogno e Domodossola)  e ci mettono più a rischio di ritornare a vite mondane ordinarie con conseguente maggior facilità ad uscire dalla grazia di Dio a rischio delle nostre anime.  per questo pregano i nostri bambini: per questa intenzione e per la Sua persona, certi che le preghiere dei bambini saranno accolte dalla Madre Celeste tesoriera del Cuore di Gesù.

Andrea di Vocogno

Lettera Firmata

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