Venerdì 16 gennaio alle 17.30 la Cappella Mellerio di Domodossola ospita la presentazione del libro “La famiglia Cagnola. Sulle tracce di una bottega di pittori del Novarese” (Edizioni Booksystem), a cura di Agostino Roncallo e Luca Di Palma. L’incontro è promosso dalla Fondazione Paola Angela Ruminelli e dall'Associazione Culturale Mario Ruminelli.
Il volume raccoglie gli atti della giornata di studi tenutasi a Verbania il 4 maggio 2024 e dedicata all’attività della famiglia Cagnola, una delle più interessanti realtà pittoriche attive nel Novarese tra la fine del XV e i primi decenni del XVI secolo, esempio emblematico di bottega familiare capace di incidere profondamente sul tessuto artistico e devozionale del territorio.
Pittori legati a una produzione prevalentemente sacra, i Cagnola sono stati interpreti di quel “Rinascimento umbratile” che, ancora legato alla tradizione tardogotica, ha caratterizzato il contesto figurativo novarese nel secondo Quattrocento: Tommaso de Cagnolis e i figli Giovanni, Francesco e Sperindio (il più aggiornato tra i fratelli, sensibile all’influenza di Gaudenzio Ferrari) hanno affrescato chiese e oratori di campagna dell’Alto Piemonte, dalla Bassa novarese giungendo sino in Ossola e in Valsesia. Il volume “La famiglia Cagnola. Sulle tracce di una bottega di pittori del Novarese” nasce con l’obiettivo di ricostruire e valorizzare una storia artistica poco nota, ma di grande rilievo storico.
Testimonianze ossolane dei Cagnola si trovano a Montecrestese, nel Santuario della Madonna di Viganale; a Crevoladossola, nella parrocchia dei Santi Pietro e Paolo; a Crodo, dove affreschi absidali impreziosiscono l'Oratorio di San Giovanni Battista e una Madonna col Bambino è custodita nella casa parrocchiale; nella chiesa monumentale di San Gaudenzio a Baceno, in cui si possono ammirare gli affreschi della volta del presbiterio e relativi sottarchi, la Cappella del Rosario e le colonne della navata destra; ed infine a Premia, nell'Oratorio di Santa Lucia a Uriezzo, nella Cappella della Brenza e nella Cappella della Motta (Madonna con Bambino tra i Ss. Antonio Abate e Rocco).












