I “falsi poliziotti” e i “falsi bancari” tornano a colpire con insistenza in Vallese, dove la Polizia cantonale lancia un nuovo avviso di allerta dopo l’aumento dei casi registrati negli ultimi mesi. I numeri parlano chiaro: 17 truffe a novembre, 31 a dicembre e già 22 episodi segnalati a metà gennaio 2026, segno di un fenomeno in crescita che continua a mettere nel mirino le fasce più fragili della popolazione.
Le vittime sono infatti quasi sempre persone anziane, contattate con metodi sempre più subdoli. I truffatori agiscono tramite telefonate o messaggi Sms, spesso invitando la persona a richiamare un numero. Da lì scatta il raggiro: fingendosi operatori ufficiali, convincono la vittima della necessità di un controllo urgente e, poco dopo, si presentano direttamente a casa come finti agenti di polizia, finti bancari o addirittura finti tecnici.
La scusa è sempre la stessa: verificare la sicurezza di gioielli, contanti o carte bancarie. Ma il vero obiettivo è sottrarre denaro e oggetti di valore, approfittando della paura e della fiducia che molte persone ripongono nelle istituzioni.
La Polizia cantonale ribadisce con forza un concetto fondamentale: nessun ente ufficiale opera in questo modo. Nessun poliziotto, nessun impiegato di banca e nessun tecnico chiede codici, Pin, carte bancarie, gioielli o contanti. Allo stesso modo, nessun professionista serio chiede di prendere il controllo del computer o di intervenire da remoto sui dispositivi personali.
Per evitare di cadere nella trappola, le raccomandazioni sono chiare: non fornire mai dati personali o bancari a sconosciuti, non comunicare mai il codice PIN, non consegnare carte o denaro a chi si presenta senza garanzie e non richiamare numeri ricevuti via SMS. Fondamentale anche parlare di queste truffe con parenti e conoscenti anziani, perché sono i bersagli principali e spesso i più vulnerabili.
In caso di tentativo di truffa o di comportamento sospetto, l’invito è a contattare subito la Centrale della Polizia cantonale al numero 117.














