Quattro appuntamenti tra musica, teatro, e arte in scena al Caveau di Domocentro a Domodossola. È “Teatro Caveau”, rassegna organizzata in collaborazione con l’associazione culturale Ctf Ossola. La seconda parte della rassegna, inaugurata ad agosto 2025, è in programma tra febbraio e maggio con cadenza mensile. “Questa seconda parte non era scontata - le parole di Eleonora Spinella, titolare dell'agenzia di assicurazioni Unipol Spinella Tamini, dove hanno sede Domocentro e Il Caveau - ma le nostre proposte sono piaciute e siamo davvero felici di proporre questi nuovi spettacoli. Il nostro obiettivo è quello di portare un’offerta culturale diversa dal solito alla città di Domodossola”.
“Teatro Caveau” è ancora una volta affidato alla direttrice artistica Nicol Quaglia, fondatrice e presidente di Ctf Ossola, che ha dato vita ad un programma ricco e variegato. Si inizia sabato 7 febbraio alle 20.30 con “Con gli occhi chiusi”, un concerto immerso che vede protagoniste Lucia Puricelli al pianoforte e Susanne Hahn al violoncello: le due musiciste si esibiscono senza alcuno spartito, lasciando spazio all’improvvisazione e coinvolgendo il pubblico in un viaggio nella musica.
Sabato 14 marzo a partire dalle 17.00 Nicol Quaglia è protagonista, in veste di regista, di “Sentotutto - Rituale teatrale”, uno spettacolo che lei stessa definisce “un viaggio esperienziale performativo”. La performance, a cura del gruppo artistico Ctf Ossola, avrà una durata di 35 minuti e sarà proposto a rotazione a piccoli gruppi di spettatori.
Terzo appuntamento domenica 12 aprile alle 17.00 con “Cosa brilla nella notte?” di e con Daniela Bonacini, che accompagna il pubblico in una narrazione teatrale per conoscere le stelle sotto tutti i punti di vista, da quello astronomico a quello mitologico.
Infine, sabato 9 maggio alle 20.30 si torna alla musica con Marilena Anzini e Ciwicè: un coro di dieci voci femminili che propone un repertorio di canti antichi e spirituali, composti dalla stessa Anzini, accompagnati al basso da Michele Tacchi.
La direttrice artistica sottolinea che, anche questa volta, gli spettacoli “non hanno biglietto. L’ingresso è a offerta libera e consapevole. L’idea è quella di dare vita ad un teatro sociale: noi non abbiamo finanziamenti, la rassegna si sostiene con quello che le persone decidono di lasciare al termine degli spettacoli”.













