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Attualità | 09 febbraio 2026, 08:00

Comuni montani, la Regione al lavoro per sostenere anche i territori esclusi dalla nuova classificazione

Gallo e Bussalino: "Fondi anche ai comuni penalizzati dalla riforma. Serve un approccio flessibile e vicino ai territori"

Comuni montani, la Regione al lavoro per sostenere anche i territori esclusi dalla nuova classificazione

La Regione Piemonte è al lavoro per garantire attenzione e sostegno anche ai territori montani che, a seguito della nuova classificazione nazionale, rischiano di essere esclusi dall’elenco dei comuni riconosciuti dalla legge sulla montagna. L’obiettivo è assicurare continuità alle politiche di sviluppo e di supporto alle comunità locali, evitando penalizzazioni per aree che presentano comunque caratteristiche di fragilità e specificità legate al contesto montano.

In questo quadro si inserisce l’emendamento presentato dall’onorevole Riccardo Molinari alla legge sulla montagna, che consente alle Regioni di esercitare un ruolo più attivo nella gestione delle risorse destinate ai territori.

"Grazie a questa modifica normativa, le Regioni potranno destinare fondi anche ai comuni montani esclusi dalla nuova classificazione, valorizzando un approccio flessibile e aderente alle reali esigenze dei territori – dichiarano l’assessore regionale alla Montagna, Marco Gallo, e l’assessore regionale agli Enti locali, Enrico Bussalino –. I comuni montani rappresentano una parte fondamentale dell’identità e dell’equilibrio del Piemonte e meritano politiche attente, concrete e coerenti con le loro reali necessità".

La nuova legge che disciplina il riconoscimento e la promozione delle zone montane introduce criteri più chiari ed equi per l’assegnazione delle risorse, superando alcune distorsioni del passato che avevano portato a finanziare anche comuni privi di oggettive caratteristiche di montanità. Per il triennio 2025-2027 sono previsti stanziamenti pari a 200 milioni di euro all’anno, destinati allo sviluppo delle aree realmente montane.

La normativa stabilisce inoltre che la quota regionale del Fosmit, il Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane, possa essere gestita in autonomia dalle Regioni, rafforzando così la capacità di intervento sui singoli territori.

Viene infine chiarito che la nuova classificazione non avrà ripercussioni sulle misure della Pac, la Politica Agricola Comune, né sulle esenzioni Imu per i terreni agricoli situati nei comuni montani, garantendo la continuità delle principali tutele già esistenti.

comunicato stampa a.f.

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