Il nuovo regime del gioco online in Italia sta ridisegnando gli equilibri del settore, ma non scalfisce la forza di quella che sta diventando una vera e propria industria dell’intrattenimento. Le novità normative hanno inaugurato una fase di consolidamento che combina minori operatori, regole più severe e crescita dei ricavi digitali.
Gli ultimi dati hanno messo in luce una dinamica apparentemente paradossale. Mentre il numero di siti autorizzati diminuisce, i casinò online continuano a crescere, con un incremento stimato intorno al +18. La spesa dei giocatori, a dicembre, ha superato i 333 milioni di euro, con una crescita del 18,4% su base annua. Un risultato particolarmente significativo, dal momento che arriva proprio durante il passaggio a quello che viene definito il “nuovo regime” del gambling italiano.
Il riordino del gioco a distanza, entrato in vigore tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, è nato con l’obiettivo di modernizzare il mercato, rafforzare la tutela dei consumatori e contrastare l’offerta illegale. Il nuovo riordino del gioco pubblico ha introdotto requisiti economici più elevati per le concessioni, costi di ingresso significativi e criteri più stringenti di solidità per gli operatori. Il risultato è un processo di selezione che ha ridotto il numero dei concessionari e favorito una concentrazione del mercato nelle mani di realtà più strutturate, con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che ha coordinato il nuovo sistema, puntando su trasparenza, tracciabilità e innovazione tecnologica.
Il mercato che esce da questa riforma appare ancora più concentrato: Lottomatica mantiene la sua leadership con il 31% di spesa, seguita da Sisal al 12%. Una crescita che si può spiegare analizzando diversi fattori. Il primo è quello della progressiva migrazione degli utenti verso il digitale, accelerata negli ultimi anni da innovazioni mobile, live gaming e personalizzazione dell’esperienza. Poi c’è il discorso della fidelizzazione e della fiducia del consumatore, generata da un quadro regolatorio più chiaro, che riduce la frammentazione e rende i brand autorizzati più riconoscibili.
Ma non si può spiegare la crescita dei casinò senza parlare anche di strategie marketing. Tra queste quella dei bonus senza deposito erogati alla registrazione è senza dubbio centrale: questi incentivi, pensati per abbassare la barriera di ingresso, permettono agli utenti di testare la piattaforma senza un investimento iniziale. E in un mercato più competitivo ma con meno operatori, questi strumenti assumono un ruolo ancora più rilevante, soprattutto nelle fasi di lancio o riposizionamento dei brand.
Ma torniamo ai numeri. Se il casinò ha rappresentato il motore del comparto, il segmento delle scommesse sportive ha mostrato un rallentamento: la spesa online si è fermata a 126,6 milioni di euro, in calo del 18,8% rispetto a dicembre 2024, mentre la raccolta ha superato di poco 1,2 miliardi, segnando una flessione del 4%. Nuovi equilibri, insomma, in un mercato che sta cambiando pelle: 52 licenze assegnate a 46 operatori, niente più skin multiple e un solo dominio per licenza, 7 milioni di euro il costo delle concessioni e un incasso statale di circa 364 milioni di euro. Numeri importanti, che confermano la crescita di un settore in continua evoluzione.










