L’inflazione torna a dare segnali di accelerazione, pur rimanendo in un quadro complessivamente sotto controllo. È quanto emerge dai dati diffusi dall’Istat relativi al mese di marzo, commentati da Confcommercio.
Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi, la variazione dei prezzi si è attestata allo 0,5% su base mensile e all’1,7% su base annua, in linea con le stime. A incidere maggiormente sull’aumento sono stati gli energetici, in particolare carburanti ed energia domestica, che hanno spinto al rialzo il dato complessivo.
Guardando ai prodotti acquistati con maggiore frequenza dalle famiglie – indicatore chiave dell’inflazione percepita – emergono andamenti differenziati nel comparto alimentare. I prezzi dei prodotti trasformati mostrano una crescita contenuta (+1,4% su base annua), mentre i freschi registrano una sensibile accelerazione, arrivando al +4,4% tendenziale.
Al netto delle componenti più volatili, fortemente influenzate dal settore energetico, nel mese di marzo si è osservato un ridimensionamento dei prezzi per diverse tipologie di servizi e per molti beni di largo consumo. Una dinamica che ha contribuito al rallentamento dell’inflazione di fondo, scesa all’1,9% su base annua.
Un quadro che, secondo Confcommercio, resta al momento sotto controllo, ma che potrebbe deteriorarsi già a partire da aprile. A incidere potrebbero essere i consueti fattori stagionali legati a turismo e trasporti, oltre agli effetti del protrarsi del conflitto in Iran, che rischia di esercitare nuove pressioni sui prezzi, in particolare sul fronte energetico.













