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Attualità | 05 aprile 2026, 18:00

Rifugio Margaroli, tra criticità e interventi: il Cai al lavoro per il futuro della struttura

Dalla questione reflui alle difficoltà di accesso, si studia come affrontare e superare le problematiche e conciliare adeguati livelli di servizio della struttura in alta Val Formazza

Rifugio Margaroli, tra criticità e interventi: il Cai al lavoro per il futuro della struttura

Il Rifugio Margaroli torna al centro dell’attenzione per le criticità che ne stanno condizionando la gestione e per gli interventi messi in campo dal Cai Seo Domodossola per garantirne il futuro. Il Margaroli - in alta Val Formazza - assieme ai bivacchi Conti e Leoni e il punto d’appoggio Marigonda, sono gestiti e curati, anche dal punto di vista della manutenzione, dal Cai Seo. Il Margaroli, che dovrebbe riaprire con la primavera, da sempre impegna maggiormente il Seo Cai, a causa di alcune difficoltà.

Tra i nodi principali c’è quello legato agli impianti: è infatti in corso l’iter per ottenere un finanziamento dell’80% da parte della regione Piemonte finalizzato alla realizzazione di un nuovo sistema di gestione dei reflui. "L’attuale impianto - spiega il presidente dei Cai domese Sauro Zani - opera con un’autorizzazione temporanea e l’obiettivo è arrivare a una soluzione definitiva. Il progetto è nella fase conclusiva di definizione, a cui seguirà l’affidamento dei lavori”.

Accanto a questo intervento strutturale, pesano però alcune criticità che incidono in modo significativo sulla gestione del rifugio. “Da oltre tre anni - spiega Zani - è stata dismessa la teleferica Enel, che per circa quarant’anni ha rappresentato un supporto essenziale per il trasporto di merci, sia in entrata che in uscita. Una mancanza che ha complicato la logistica quotidiana e per la quale sono ancora in corso interlocuzioni con Enel, nel tentativo di individuare soluzioni alternative o forme di compensazione”.

A rendere più complesso il quadro contribuisce anche la situazione della seggiovia del Sagersboden, fondamentale per facilitare l’accesso al rifugio. Negli ultimi anni infatti il servizio ha subito una drastica riduzione, con funzionamento intermittente e livelli di operatività non sempre adeguati. “Il combinarsi di questi fattori ha avuto un impatto concreto soprattutto nei periodi più delicati, come la primavera, quando l’innevamento rende più difficoltose le operazioni di gestione”, spiega Zani. In questo contesto, il Cai e i gestori stanno valutando possibili soluzioni per conciliare la continuità del servizio, compresa l’apertura stagionale, con la sostenibilità economica della struttura.

Accanto alle problematiche del Margaroli, prosegue intanto il lavoro costante del Cai Seo sulla rete sentieristica. Nel corso dell’ultimo anno gli interventi hanno interessato oltre 680 chilometri di percorsi distribuiti su sei comuni, tra attività di rilevamento, accatastamento, manutenzione e monitoraggio. Un impegno capillare che rappresenta una delle attività più rilevanti, anche se meno visibili, della sezione: garantire sentieri sicuri e fruibili significa sostenere non solo l’escursionismo, ma anche la valorizzazione complessiva del territorio.

Miria Sanzone

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