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Attualità | 22 aprile 2026, 19:20

Terme di Bognanco, stop alla concessione: il sindaco Valentini: “Servono investimenti veri, l’importante è ripartire”

Dopo la decisione della provincia sul mancato rinnovo delle sorgenti Ausonia e San Lorenzo, il primo cittadino parla di grave danno ma guarda al futuro e chiede un rilancio serio

Terme di Bognanco, stop alla concessione: il sindaco Valentini: “Servono investimenti veri, l’importante è ripartire”

Lo stop definitivo al rinnovo della concessione per lo sfruttamento delle sorgenti Ausonia e San Lorenzo, note come Terme di Bognanco, era un esito “purtroppo già scontato”. A dirlo è il sindaco di Bognanco Mauro Valentini, che commenta la decisione della provincia del Verbano Cusio Ossola di chiudere negativamente il procedimento e dichiarare cessata la concessione. “Dopo la sospensione dell’autorizzazione della concessione della prima acqua il percorso purtroppo era già scontato, perché le criticità evidenziate non sono state risolte. Per Bognanco è sicuramente un grave danno”, afferma il primo cittadino.

La determinazione dirigenziale con cui il servizio georisorse ha respinto l’istanza di rinnovo – presentata dalla società concessionaria – richiama una serie di criticità ritenute gravi e persistenti: impianti giudicati obsoleti, carenze nella manutenzione e nella gestione, problemi legati a sicurezza e igiene, oltre alla mancanza di garanzie economiche considerate adeguate a sostenere un reale rilancio. Secondo l’ente provinciale, nemmeno le osservazioni e la documentazione integrativa depositate tra novembre e dicembre 2025 avrebbero consentito di superare i motivi ostativi già evidenziati.

Per Valentini, tuttavia, la crisi non nasce oggi. “Dal punto di vista termale la crisi importante c’era già da tantissimi anni. Quella che era una fonte di reddito per Bognanco dal punto di vista turistico aveva già cessato di esserlo da tanti anni, perché i tempi sono cambiati e le terme di Bognanco non erano più attrattive”, spiega. Resta però il peso economico e simbolico di una realtà storica del territorio: “Certo, era una grande fonte di reddito che adesso è venuta a mancare, ma il turismo ha preso un’altra direzione”.

Diverso, e forse ancora più delicato, è il capitolo legato all’imbottigliamento. “Per quanto riguarda invece l’industria, quindi l’imbottigliamento, certo è un grave danno di immagine. Però l’attività produttiva era già in difficoltà e questo è veramente un grande dispiacere, perché l’acqua Bognanco è un’acqua di grandissima qualità ed era sulle tavole di ristoranti anche su Milano - sottolinea Valentini -. Purtroppo già da tempo le bottiglie di acqua Bognanco non si vedono più nemmeno sui tavoli dei ristoranti della nostra provincia”.

Il sindaco guarda ora a un possibile cambio di passo, auspicando un rilancio che possa arrivare sia dall’attuale proprietà sia da una nuova compagine. “Speriamo in un cambio, speriamo che questa volta si possa ripartire. Tutti tengono molto alle fonti e alle terme di Bognanco e speriamo di poter tornare alla produttività, che sia con questa proprietà o che sia con una nuova compagine, l’importante è che si riparta con dei piani industriali seri”.

La richiesta, ribadisce, è chiara: “L’unica cosa che i bognanchesi chiedono è di poter tornare ad avere le fonti e l’imbottigliamento attivo, con seri investimenti sulle strutture non solo murarie ma anche sulle attrezzature. L’acqua Bognanco è un’acqua di grandissima qualità e ci auguriamo tutti che possa tornare sulle tavole non solo dei nostri cittadini dell’Ossola, ma di tutto il resto della Lombardia così com’era una volta”.

Nel frattempo resta aperta una parte dell’attività legata al complesso. Il centro benessere e le piscine sono ancora aperte e gestite da una società legata sempre alla proprietà. “Auspico - conclude il sindaco Valentini - che il futuro possa riportare Bognanco a un rilancio concreto e duraturo".

Miria Sanzone

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