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Attualità | 19 luglio 2026, 07:30

Caldo in quota, le guide alpine: "Nessuna montagna è chiusa, valutiamo la sicurezza degli itinerari"

Il Collegio nazionale e quello della Valle d'Aosta chiariscono il loro ruolo dopo le notizie sul Cervino: "Possiamo sospendere una salita con i clienti, ma non abbiamo il potere di vietare l'accesso alla montagna"

Caldo in quota, le guide alpine: "Nessuna montagna è chiusa, valutiamo la sicurezza degli itinerari"

Le eccezionali ondate di caldo che stanno interessando le Alpi stanno modificando rapidamente le condizioni dell'ambiente d'alta quota, rendendo alcuni itinerari più complessi o temporaneamente impraticabili. Per questo il Collegio Nazionale Guide Alpine Italiane (Conagai) e il Collegio regionale Guide Alpine Valle d'Aosta hanno diffuso una nota per fare chiarezza sul ruolo delle Guide Alpine e sulle notizie circolate nei giorni scorsi, in particolare in merito al versante svizzero del Cervino.

Le Guide Alpine precisano che possono decidere di sospendere temporaneamente la proposta commerciale di una salita o di modificare un itinerario sulla base delle condizioni riscontrate sul terreno, ma ciò non equivale in alcun modo alla chiusura di una montagna o a un divieto di accesso, provvedimenti che spettano esclusivamente alle autorità competenti.

«Le Guide Alpine non hanno alcuna autorità per chiudere o aprire la salita ad alcuna montagna – spiega Ezio Marlier, presidente del Collegio regionale Guide Alpine Valle d'Aosta –. Un eventuale provvedimento di chiusura spetta alle istituzioni competenti. Le Guide possono soltanto, sulla base delle informazioni raccolte e delle proprie competenze, sconsigliare ai propri soci o decidere di non percorrere un itinerario con i clienti».

Le valutazioni vengono effettuate quotidianamente grazie all'osservazione diretta delle condizioni di ghiacciai, rocce e percorsi. Un'attività che rappresenta uno degli aspetti fondamentali della professione e che consente di decidere se accompagnare i clienti, modificare il programma oppure rinunciare alla salita.

Secondo Marlier, l'attuale stagione presenta caratteristiche eccezionali. «Il protrarsi del caldo anomalo sta modificando rapidamente gli ambienti d'alta quota e richiede particolare attenzione, perché presenta molte difficoltà, alcune delle quali nuove. Ma il lavoro delle Guide Alpine rimane quello di sempre: osservare la montagna, adattarsi alle sue condizioni e assumere le decisioni necessarie per tutelare chi la frequenta. La montagna va affrontata con consapevolezza: il rischio zero non esiste».

Il presidente del Collegio valdostano invita inoltre a evitare interpretazioni fuorvianti: una raccomandazione di una società di Guide riguarda esclusivamente la propria attività e non rappresenta un divieto generalizzato. «Una corretta informazione da parte dei media è fondamentale per distinguere tra la normale gestione del rischio, che fa parte del lavoro di ogni professionista, e un catastrofismo che può generare percezioni sbagliate e conseguenze sul territorio».

Sulla stessa linea anche Martino Peterlongo, presidente del Conagai, che sottolinea come le decisioni delle Guide derivino sempre da valutazioni tecniche fondate sull'osservazione diretta dell'ambiente montano e sull'esperienza maturata sul campo. «Il nostro compito è fornire indicazioni responsabili e assumere decisioni coerenti con le condizioni che la montagna presenta in un dato momento».

Peterlongo evidenzia inoltre come il cambiamento climatico stia modificando sempre più rapidamente gli scenari dell'alta quota. «Questa è stata una stagione particolare. Dopo un mese e mezzo di caldo prolungato, già nella prima metà di luglio avevamo condizioni che in passato erano tipiche della fine di agosto. Gli zeri termici elevati rendono più complesso affrontare alcune situazioni e richiedono valutazioni ancora più attente. Le condizioni della montagna determinano la fattibilità degli itinerari e il compito delle Guide Alpine è valutarle e, quando necessario, consigliare di non affrontare una salita».

comunicato stampa a.f.

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