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Attualità | 02 agosto 2026, 15:30

"Rice is life": a Bali lo chef Giorgio Bartolucci porta l’Ossola e pensa al suo nuovo risotto

Dal 15 al 28 giugno il cuoco ossolano è stato protagonista di “The Table” in Indonesia: un’esperienza che ha lasciato il segno e che diventerà anche un nuovo piatto in carta dall’autunno

"Un’esperienza che ha significato confrontarsi con una realtà lontana, con una cultura diversa e con un mondo professionale di respiro internazionale, parti sempre con un po’ di paura, perché vai a rapportarti a un mondo che non è il tuo, ma alla fine è andata meglio di quanto pensassi".

Giorgio Bartolucci racconta così il suo viaggio a Bali, un’esperienza che lo chef ossolano porterà con sé non soltanto come un importante traguardo professionale, ma anche come un’occasione di incontro con una cultura profondamente legata al cibo e alla terra. Ed è proprio durante questo viaggio che è nata l’idea di un nuovo piatto che entrerà nella sua carta in autunno: Rice is life, un risotto ispirato al significato che il riso assume nella vita quotidiana delle popolazioni balinesi.

Dal 15 al 28 giugno Bartolucci ha preso parte a THE Table, il progetto internazionale ospitato dal The Trans Resort di Bali e realizzato in collaborazione con JRE – Jeunes Restaurateurs. L’iniziativa ha riunito dodici chef stellati e riconosciuti dalla guida Michelin provenienti da diversi Paesi e proprio lo chef ossolano ha inaugurato il programma delle residency gastronomiche previste per il 2026.

Nel corso della sua carriera lo chef ha sviluppato una cucina personale, capace di fondere tecnica contemporanea e memoria del territorio. Un’identità culinaria che gli è valsa importanti riconoscimenti, senza però allontanarlo dalle sue radici alpine. Ed è proprio l’Ossola ad aver viaggiato con lui fino a Bali, attraverso alcuni dei prodotti più rappresentativi della sua cucina. Tra questi c’è la polenta, alimento profondamente radicato nella cultura ossolana.

"Per noi la polenta non era soltanto un piatto – racconta lo chef – ma qualcosa che apparteneva alla quotidianità delle famiglie. Era presenza, sostegno, tradizione. Anche nelle case più povere non mancava mai la meliga. Portarla fino a Bali ha significa raccontare da dove vengo". La polenta di Beura è stata così protagonista di una reinterpretazione contemporanea proposta durante l’evento: una Polenta Praline, con piccole praline di polenta accompagnate da una salsa al pomodoro.

Un piatto che parte da un ingrediente semplice, profondamente legato alla storia contadina dell’Ossola, per trasformarlo attraverso la tecnica e la sensibilità dello chef. Accanto alla polenta, Bartolucci ha portato a Bali anche il Carnaroli piemontese, scelto non soltanto per il suo valore gastronomico, ma per il suo forte legame simbolico con l’Indonesia, dove il riso rappresenta un elemento fondamentale della cultura e della vita quotidiana.

Durante la residency lo chef ha proposto un risotto tricolore, reinterpretando un grande classico della cucina italiana e confrontandosi anche con il gusto locale. "Ho preparato il risotto come va fatto, non stracotto come piace in Indonesia", spiega con un sorriso. Ma è stata soprattutto la visita alle risaie terrazzate dell’isola che ha lasciato un segno profondo. Bartolucci ha avuto modo di entrare in contatto con una realtà agricola molto diversa da quella piemontese, ma accomunata dallo stesso rapporto con la terra e dal valore del lavoro dell’uomo.

"Quello delle risaie è stato forse il momento più toccante, perché lì è vita reale - racconta - La scena delle persone impegnate nel lavoro nei campi mi ha riportato ai racconti della nonna, che da ragazza aveva lavorato come mondina nelle risaie del Novarese. È stato veramente come fare un tuffo nel passato, una cosa che adesso da noi fanno tutte le macchine. E invece lì vivono ancora così". Un’esperienza che ha permesso a Bartolucci di scoprire una realtà fatta di persone "buone, umili, con dei valori ancora, gentili", come spiega, e che ha contribuito a rafforzare in lui il significato del cibo come elemento capace di raccontare un territorio e la vita di chi lo abita.

Da qui a Bali è nata l'idea del "Rice is life", il nuovo piatto che lo chef proporrà in autunno. "Per quella popolazione il riso è il principale alimento e quindi la fonte di sostentamento. Quando ci sono problemi, magari manca l’acqua o il raccolto è scarso, iniziano le difficoltà". Un concetto che Bartolucci ha scelto di trasformare in un piatto, unendo idealmente due mondi lontani: le risaie di Bali e il riso piemontese. La trasferta ha avuto anche una forte dimensione professionale. Bartolucci si è trovato a collaborare con una brigata internazionale e con oltre cinquanta cuochi, in un contesto nel quale le aspettative erano elevate.

"È una responsabilità, perché comunque si aspettano qualcosa da te" spiega. Un confronto che si è accompagnato anche alla visibilità internazionale, con le interviste rilasciate alla CNN Indonesia e alla CNBC. "È stata un'esperienza che mi ha lasciato un bellissimo ricordo, una bellissima visibilità e ha aperto un po’ la mente anche per il futuro. Magari ci saranno nuove collaborazioni, nascerà qualcosa di diverso".

Un riconoscimento che lo chef vive con particolare orgoglio, guardando al percorso compiuto negli anni: "Alla fine sono partito da essere un signor nessuno e oggi vedere il tuo nome sulla CNN, capisci che hai fatto un bel percorso e sono orgoglioso di questo". Un risultato che Bartolucci attribuisce anche alla propria famiglia e alla determinazione che lo ha accompagnato nel suo percorso. "Grazie alla mia famiglia, che mi ha sempre supportato e creduto in quelle che erano le mie idee, in quello che volevo fare. E forse il mio carattere un po’ testardo, di voler sempre superare le difficoltà per andare oltre e riuscire a fare le cose, mi porta poi a raggiungere questi risultati".

Miria Sanzone

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