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Cultura e spettacoli | 31 ottobre 2021, 14:50

Santa Maria Maggiore celebra l'arte di Lorenzo Peretti Junior

Mostra e conferenza, a 150 anni dalla nascita del maestro vigezzino

Santa Maria Maggiore celebra l'arte di Lorenzo Peretti Junior

Un tributo a Lorenzo Peretti Junior, a 150 anni dalla nascita. Santa Maria Maggiore celebra il maestro vigezzino con una mostra al Centro Culturale Vecchio Municipio, inaugurata ieri sera e visitabile fino al 2 novembre (dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18.30).

L’inaugurazione è stata anticipata dall’interessante conferenza “Lorenzo Peretti Junior tra pensiero e pittura” a cura di Jonathan Salina, filosofo e docente universitario, formatosi alla Normale di Pisa. Peretti (1871-1953)è stato uno dei principali rappresentanti della pittura vigezzina tra Otto e Novecento, nonché una delle voci potenzialmente più significative del rinnovamento post-impressionistico della pittura italiana. “Non fu un artista puro, bensì uno sperimentatore” ha chiarito Salina -. Personalità schiva e dedita ad una intensa ricerca estetica e filosofica, ridusse ai minimi termini la propria attività pubblica di artista, rifiutando di esporre le proprie opere per tutti gli ultimi decenni di vita, trascorsi tra la sua casa e il suo studio di Toceno”. Libero da preoccupazioni di carattere economico (discendeva da una facoltosa stirpe di pittori vigezzini), rifiutò anche di farsi “canalizzare” dalle correnti commerciali del divisionismo italiano, che decreteranno – tra gli altri fattori – il grande successo dell’amico e compagno di ricerche, Carlo Fornara. La caratteristica principale della sua pittura è la capacità imitativa, ricostruttiva e sperimentale. Si possono ravvisare nei suoi dipinti molteplici influenze diverse, che Peretti sa abilmente assimilare per ricavarne opere originali, nelle quali la ricerca estetica è spinta sempre più avanti rispetto al modello originario.

Egli prende un modello passato o presente (Fontanesi, Monticelli, Cézanne, Puvis de Chavannes, Segantini, Seurat tra molti altri) e lo “decostruisce” per infondergli nuova linfa e porre in atto le proprie sperimentazioni su luce e colore. Anche dal punto di vista tecnico e dei materiali, egli è un profondo sperimentatore, come dimostra l’utilizzo di materiali anche infrequenti nella pittura classica (come il supporto in cartone, per lui paradigmatico) e la peculiare pratica – talvolta adottata anche da Fornara – di raschiare la superficie cromatica di un’opera appena realizzata con dei cocci di bottiglia, per dilaniarla e ottenere effetti inediti. Non solo dal punto di vista “pratico”, ma anche da quello teorico Peretti si rivela innovatore, immettendo nella propria opera pittorica la sua vastissima coscienza ed erudizione filosofica, teologica e teosofica, non soltanto nei contenuti esteriori (come, ad esempio, nella rappresentazione dei druidi in una delle sue opere più significative), ma anche nelle metodologie stesse applicate alla ricerca estetica, come il presupposto fondamentale della ricerca di un’unità originaria attraverso le dispersioni della realtà empirica.

Marco De Ambrosis

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