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Associazioni | 02 aprile 2022, 19:33

''Siamo stati gli angeli custodi dei nostri anziani alla casa di riposo di Domo''

Le testimonianze dei volontari dell'Avas che ha tenuto la sua assembla nel corso della quale è stato anche approvato il bilancio

''Siamo stati gli angeli custodi  dei nostri anziani alla casa di riposo di Domo''

Nel corso dell'assemblea dell'Avas Associazione Volontari Assistenza Sanitaria dell'Ossola, svoltasi nei giorni scorsi al teatro della Cappuccina, emozionante è stata la testimonianza di Annamaria Campoli, la coordinatrice dei volontari che prestano servizio alla Casa di Riposo di Domodossola. In effetti i volontari, a causa della pandemia, hanno avuto modo di prestare servizi nella struttura in questi due anni in poche occasioni durante le quali l'emergenza aveva dato una piccola tregua. Il loro slancio e la voglia di relazionarsi con gli anziani sono stati  frenati dall'esigenza di far rispettare le norme anticovid. Per il momento il servizio è sospeso, ma i volontari sperano presto di poterlo riprendere.

 “Alla fine di agosto dello scorso anno – ha detto Annamaria Campoli -  siamo stati avvisati dalla direttrice dell' Rsa di Domodossola della possibilità di riprendere il servizio agli anziani come ausilio alle animatrici. Avevamo il compito di intrattenere gli ospiti nel salotto, essere di supporto all'animatrice nella varie attività di pittura, gioco, ginnastica era però presente una sola volontaria alla volta con tutte le precauzioni del caso e l'osservanza delle norme anticovid. Non potevamo salire ai piani, abbiamo aiutato le animatrici durante le visite dei parenti che sono avvenute nel salone in quattro postazioni. La volontaria aveva il compito di sanificare e curare che gli ospiti non ricevessero nulla dall'esterno. Questo fino a dicembre. A Natale è stata celebrata la messa in casa di riposo e abbiamo aiutato il parroco nella preparazione dell'altare, quindi abbiamo dovuto sospendere il servizio a causa dell'aumento dei contagi. Gli ultimi servizi sono stati belli ma dolorosi. I familiari erano distanti tre metri dagli anziani, non potevano accarezzarli e neppure dare loro il regalino di Natale per paura del contagio. L'animatrice aveva dato ordine alle volontarie di non far avvicinare nessun parente e di non far toccare niente agli ospiti. La distanza e la mascherina non ha permesso agli anziani di ascoltare l'augurio dei loro parenti. Penso che gli anziani ora siano molto tristi. Quando andavamo erano felici di vedere una persona da fuori. Ci dicevano che eravamo i loro angeli. Speriamo che la situazione possa migliorare”.

Quest'attività di volontariato – ha detto Mario Stelitano, un altro volontario – mi ha dato molto: era una grande famiglia, ma la ripresa del servizio ad agosto è stata carica di malinconia: c'erano tutti volti nuovi, la maggior parte delle persone che avevo conosciuto e con le quali si scherzava erano mancate a causa del Covid”.

Mi manca questo servizio – aggiunge Elvia Franchini, un'altra volontaria – ; io ero di aiuto negli esercizi di ginnastica, distribuivo gli attrezzi agli anziani. Coloro che partecipavano erano quelli nelle condizioni fisiche migliori e più reattivi e i momenti trascorsi in loro compagnia regalavano una soddisfazione difficile da raccontare. Quando veniva celebrata la messa settimanale in casa di riposo prima della pandemia ero di aiuto al sacerdote nella distribuzione dell'Eucarestia, un'esperienza che mi ha rafforzata umanamente e spiritualmente”.

Speriamo che questo periodo pass. L 'associazione ora è abbastanza ferma – ha detto la presidente Alessandra Bergamini – abbiamo pensato di organizzare a maggio un incontro con don Nicola Salsa, assistente spirituale dei volontari Avas per condividere le preoccupazioni che sono sorte in questi periodo. Capisco che anche la ripresa sia in casa anziani che in ospedale possa poi suscitare un certo timore visto quello che è successo per questo sarebbe bello ritrovarsi”.

Nel corso dell'assemblea dell'Avas è stato approvato il bilancio del 2021.

 

Mary Borri

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