Dopo aver messo un punto fermo sul suo futuro grazie alla proroga della concessione - fino al 31 agosto 2031 – della linea tra Domodossola e il confine, la Ferrovia Vigezzina mette un altro ‘’carico’’ a suo favore grazie al finanziamento di 35, 7 milioni di euro, attraverso il Pnrr, col quale potenzierà la sua flotta.
Quattro treni nuovi, che sono stati ordinati alla Stadler, società svizzera che costruisce veicoli ferroviari, che presto inizieranno a percorrere la tratta Domodossola-Locarno e viceversa. Treni lunghi 64 metri, con 144 posti, tutti rimodulabili per poter essere combinati infunzione delle necessità di esercizio.
Un traguardo che, lo hanno affermato i dirigenti della Ferrovia Vigezzina, ''è stato raggiunto grazie all’interessamento del senatore Enrico Borghi'', che stamani era presente alla conferenza stampa alla direzione della Vigezzina dove sono stati illustrati i nuovi treni. Ultimo tassello di potenziamento di una società che ha fatto anche nuove assunzioni portando il personale a 73 unità.
‘’Borghi è stato promotore della legge che ha portato alla proroga della concessione, senza la quale la vita della soci età sarebbe stata più pesante. Grazie a questo prolungamento abbiamo certezze normative entro cui poter lavorare’’ afferma Daniele Corti, ex direttore della Vigezzina. ‘’Senza il suo intervento – ha aggiunto – oggi la Società subalpina di imprese ferroviarie non esisterebbe più’’.
Matteo Corti, l’attuale direttore, ha voluto rimarcare il ruolo della Vigezzina, che è ‘’un bene del territorio’’. Il direttore ha spiegato la filosofia che ha portato ad acquisire il nuovo materiale rotabile ‘’sempre grazie all’intervento di Borghi’’ attraverso il fondi del Pnrr. ‘’Borghi ha saputo far presente le nostre esigenze’’, esigenze sono state inserire del decreto che ha finanziato - in tutto 700 milioni - i nuovi treni per tre diverse realtà: i treni ad idrogeno per la Valtellina, i treni per alcune regioni del sud e quelli nuovi per la Vigezzina.
Enrico Borghi aveva portato a Domodossola nel 2021 l’allora ministro dei Trasporti, Paola De Micheli, proprio poco dopo la proroga della concessione e per cercare una soluzione per far rientrare la Vigezzina nell’orbita dei progetti previsti dal Pnrr, il piano di Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Enrico Borghi è riuscito a dimostrare che la proroga è in linea sia con la normativa europea sia con il trattato che regola i rapporti tra Italia e Svizzera». Poi la sua azione aveva portato a dimostrare che la proroga fosse in linea sia con la normativa europea, sia con il trattato che regola i rapporti tra Italia e Svizzera. Il rinnovo è diventato quindi realtà.
‘’E’ stato un lavoro di squadra – ha detto il parlamentare ossolano - . Ci prendemmo tutti degli impegni precisi perché non fu certo facile la discussione col Ministero in materia di concessioni. Oggi chiudiamo un cerchio ma certo non ci fermeremo qui’’.