Il sindaco di Domodossola Lucio Pizzi, che finora non aveva parlato sulla questione dell'annunciata cessazione della presenza dei frati cappuccini in città dal prossimo anno, ieri lo ha fatto, sollecitato da una mozione presentata dai consiglieri di minoranza Angelo Tandurella di Fratelli d'Italia e Maria Elena Gandolfi della Lega sul futuro delle opere delle Cappuccina. Mozione che è stata respinta dalla maggioranza, a favore hanno votato i due proponenti Tandurella e Gandolfi mentre si sono astenuti Claudio Miceli e Ettore Ventrella del Pd. Ad attendere il pronunciamento dell'amministrazione sulla vicenda una folta delegazione del comitato spontaneo della Cappuccina sorto per cercare di far rimanere i frati a Domodossola e per preservare la continuità delle opere del quartiere. All'ingresso del palazzo diversi carabinieri,poliziotti e agenti della polizia locale per il timore di qualche manifestazione, che non c'è stata. Il pubblico ha assistito in silenzio al dibattito consiliare.
Pizzi, dopo la lettura della mozione da parte di Tandurella, ha detto di provare dispiacere per la notizia della partenza dei frati dal prossimo anno e di non essere intervenuto sulla vicenda richiamandosi al Concordato tra Stato e Chiesa e al diritto canonico. “Il comune – ha detto Lucio Pizzi – in quanto istituzione laica non ha il diritto e la competenza negli affari interni della chiesa cattolica inclusa la gestione dei beni religiosi”. Il primo cittadino ha definito giuridicamente irricevibile e socialmente deplorevole la mozione. “Ciò che conta è che vi sia la continuità pastorale che la chiesa sia aperta e i fedeli abbiano un luogo dove pregare”.
“La mozione- ha detto Pizzi – è articolata con la volontà di cavalcare la confusione in maniera populista per raccogliere consensi elettorali. I frati sono troppo pochi, anche i fedeli in generale sono in diminuzione”. Poi ha fatto un richiamo sulle opere realizzate con il contributo dei fedeli: “Donare – ha detto - non significa rinfacciare ma dare con disinteresse. Il nostro parroco non è un agente immobiliare il nostro parroco è amato e stimato da tutti”.
“Auspico – ha concluso il sindaco – che la collaborazione tra autorità ecclesiastica e autorità civile possa continuare. Collaborare però non vuol dire ingerire, ma collaborare nel rispetto dei ruoli”.
Gandolfi e Tandurella hanno ribadito la stima al parroco don Vincenzo Barone, che era presente tra il pubblico . Tandurella in merito alle opere ha detto: “Dimostrare interesse non è un disvalore non è un interesse pruriginoso. Non è corretto – ha replicato Tandurella - mortificare l'impegno che questa comunità ha messo per continuare ad avere la presenza dei frati. C'è una preoccupazione, vogliono sapere cosa ne sarà di quanto costruito se c'è stata qualche esagerazione è stata in buona fede".
Anche Tandurella ha citato un articolo del diritto canonico nel punto che in sostanza spiega che i fedeli possono manifestare ai propri pastori il loro pensiero riguardo il bene della chiesa e renderlo noto agli altri fedeli. Tandurella e Gandolfi sarebbero stati disposti ad emendare parte della mozione ma Daniele Pizzicoli a nome della maggioranza ha detto che la mozione era giuridicamente irricevibile.
Ettore Ventrella del Pd ha detto: “Ho avuto la percezione che sulla questione Cappuccina, il sindaco avesse poco interesse” ha poi citato la situazione del teatro della Cappuccina chiuso e che a suo avviso avrebbe meritato maggiore attenzione, anche in considerazione che in città non esistono al momento teatri dove le compagnie si possano esibire.
Con la mozione Tandurella e Gandolfi chiedevano alla Giunta Comunale “di assicurarsi che i massimi organi decisionali dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini avessero a disposizione tutti gli elementi di valutazione utili ai fini della scelta sul futuro della propria preziosa presenza nella nostra città”. “Nel caso in cui la decisione fosse confermata, si chiedeva alla Giunta di operare con l’obiettivo di preservare la destinazione d’uso delle opere create dai frati. garantendo la dovuta continuità alle attività in esse ubicate; monitorare il processo di eventuale cessione delle stesse; far riconoscere all’Amministrazione Comunale un ruolo nella gestione delle opere e delle attività; favorire l’avvio di un progetto di ulteriore potenziamento dell’area quale polo socio-culturale e tenere aggiornati per le vie brevi sugli avanzamenti delle attività il Consiglio Comunale e la Consulta di Quartiere della Cappuccina.
Sulla mozione è intervenuto anche l'assessore ai lavori pubblici Franco Falciola che ha spiegato che l'area dove sorgono le opere è zona definita standard urbanistico di interesse pubblico.