Si temono tempi lunghi per la riapertura della funivia che sale al Monte Moro. L’incidente dello scorso 30 dicembre rischia di bloccare per un po’ il collegamento tra il paese e il comprensorio del Moro.
Si tratta di capire i danni riportati dall’impianto e dalle cabine nell’impatto provocato dal mancato stop della funivia nel momento in cui le due cabine, una a valle e una a monte, si avvicinavano al fine corsa .Intanto, dopo il sequestro della funivia, si attende l’analisi della scatola nera per capire cosa non abbia funzionato sull’impianto.
Un guaio che, oltre a segnare negativamente la stagione sciistica di Macugnaga, avrà ovviamente anche ripercussioni sull’economia del paese che poggia sul turismo. Inoltre lo stop crea problemi occupazionali per i dipendenti della società che gestisce l’impianto: in tutto 23 persone. Otto sono state licenziate; per gli altri 15 si parla di cassa integrazione.
La settimana prossima i finanzieri del Sagf di Domodossola dovrebbero già interrogare i dipendenti nell’ambito dell’indagine aperta dalla Procura della Repubblica.
Una ulteriore indagine che cala su Macugnaga e si aggiunge a quelle già chiuse sulla pista di mtb che doveva salire proprio al Monte Moro e sulla pista del Belvedere. Queste indagini sono ormai arrivate alla fase processuale. Una udienza è fissata per il 14 gennaio, l’altra per il 10 febbraio. Relativament a quest seconda inchiesta, in queste ore, il commissario prefettizio che ‘governa’ Macugnaga ha deciso che il comune si costituisca parte civile per chiedere un risarcimento dei danni dopo il sequestro della pista che saliva la Monte Moro.














