Inizia con i soliti, vecchi problemi l’anno nuovo. I turisti che dalla Svizzera e dal Nord Europa arriveranno in Italia nel 2026 si troveranno la stessa situazione viaria che ormai ristagna da decenni ed offre un brutto biglietto da visita per il cosiddetto Belpaese.
Superata la dogana di Gondo, appena entrati in Italia, troveranno la ''bella immagine'' del decrepito confine di Paglino dove regna incuria ed abbandono. Soprattutto dove c’è una pensilina in cattivo stato che non si capisce perché non sia stata mai demolita visto che il controllo di confine è stato portato da decenni a Iselle, dopo che l’alluvione del 1978 aveva causato danni nella zona.
Sotto quella pensilina, impresentabile, transitano camion, pullman ed auto........ sperando che nessun calcinaccio cada in strada.
Poco dopo, sul lato destro per chi scende verso Varzo, la vecchia casa Anas, anche questa in cattivo stato visto che è transennata da molti anni. Interventi zero e non si parla neppure di demolirla.
Poi, poco dopo, ecco la galleria di Paglino, che è una delle incompiute più vecchia d’Italia. Ormai abbiamo superato i 15 anni di attesa ma il prolungamento della galleria – sulla quale anni fa erano caduti dei massi - è rimasto un miraggio. I ferri arrugginiti spuntano sul lato sinistro del tunnel che era stato anche visitato da un paio di ministri dei trasporti, tutti ligi nel promettere la fine dei lavori.
Di Anas però non c’è traccia e non si sa quando la Statale 33 del Sempione tornerà ad essere una strada decente e sicura.
Certo che gli di esempi sui tempi biblici di Anas ne potremmo raccontare altri sulla viabilità dell’Ossola, come i restringimenti sulla superstrada tra Domodossola e Ornavasso, la paramassi alla Cascata del Toce, la sistemazione della vecchia strada delle Casse, i tempi lunghi per la sistemazione della statale 337 della Vigezzo e così via. Una vergogna tutta italica!


















