Servono riforme, per consentire al turismo del VCO di rimanere al passo coi tempi che cambiano, e l'agenzia turistica dell'Alto Piemonte non è un tabù. Si potrebbe sintetizzare in questo modo la posizione espressa dal senatore ossolano Enrico Borghi (vicepresidente nazionale di Italia Viva) in merito al futuro della promozione turistica del territorio, affidata alle sue riflessioni che conduce sui settimanali della Stampa Diocesana Novarese. Il parlamentare piemontese si affida all'analisi dei dati per avanzare la sua proposta. "Ha ancora un senso -scrive- un "Distretto Turistico"confinato nei Laghi e nelle montagne dell'Ossola, oppure è più opportuno creane uno dell'Alto Piemonte che ricalchi il perimetro della Camera di Commercio e unisca il territorio delle quattro province dell'Alto Piemonte?". "Attualmente -prosegue Borghi- nella nostra Regione ci sono sei agenzie turistiche locali: Torino e provincia (che fa la parte del leone con 2.889.506 arrivi), il Distretto dei Laghi (con 1.378.365 arrivi), Langhe-Monferrato-Roero(con 694.305 arrivi), Terre dell'Alto Piemonte (532.378), Cuneo (420.896) e, fanalino di coda, Alessandria con 370.701 arrivi." Da qui la conclusione del senatore, destinata a alimentare un dibattito già aperto dal presidente del Distretto Turistico, Francesco Gaiardelli: " facile capire -conclude Borghi- che con questi numeri lo "strabismo di Venere" tipico del Piemonte -che vede praticamente su ogni comparto trovare nell'accoppiata Torino-Cuneo il "core business" regionale farla da padrone , per poi lasciare agli altri le briciole- è cosa fatta. E allora, mettere in campo una articolata soluzione che unisca le forze anzichè frammentarle, potrebbe essere la soluzione per contare di più ed essere all'altezza dell'importanza del comparto". Il dibattito, come osserva l'inquilino di Palazzo Madama nella sua chiusura, è certamente aperto.
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