Era il 4 giugno 1991. Quando il Tribunale di Verbania assolse – perché il fatto non sussiste - tre persone dall’accusa di obiezione alle spese militari. Erano accusate di aver invitato pubblicamente, a Villadossola, a non pagare le tasse perché quei soldi lo stato li avrebbe utilizzati anche per acquistare armi. Un reato previsto dall’articolo 415 del codice penale.
C’è Villadossola in quella storia, perché uno dei tre assolti oggi è vice parroco proprio nel secondo maggior centro dell’Ossola. Parliamo di don Renato Sacco, ora collaboratore del parroco don Massimo Bottarel, ma anche esponente di Pax Christi.
‘’Dopo 35 anni, obiettori per sempre’’ dice ora don Renato, la cui storia è rimasta quella: no alle guerre, no alle armi.
Il Tribunale assolse don Renato, allora parroco di Arola, ed altri due imputati: un funzionario della Provincia di Torino e l’ossolano Piergiorgio Borsotti. Tutti accusati di aver disobbedito alle leggi di imposizione fiscale, invitando la gente a non versare parte delle imposte dovute. I fatti contestati dalla Procura della Repubblica di Verbania ebbero luogo proprio a Villadossola, durante una serata nel 1987, all’oratorio San Domenico Savio. Caso della sorte vuole che oggi don Renato Sacco sia da alcuni anni proprio a Villadossola.
‘’Mi sembra ieri’’ dice don Renato. ‘’Ricordo che ci fu un coinvolgimento di tantissima gente – afferma - coinvolti tanti preti e tanta gente. L’aula del tribunale era strapiena e anche sotto il tribunale moltissima gente. C’era partecipazione forse più di adesso. La motivazione di allora resta quella di oggi, anche se la modalità è cambiata: con l’attuale sistema fiscale è più complicato. Già allora ricevemmo migliaia di lettere di solidarietà’’.
Poi aggiunge: ‘’Non fummo processati per il gesto di aver pagato le tasse, ma era un processo penale per aver incitato a disobbedire alle leggi dello Stato. Anche il pubblico ministero in udienza chiese la nostra assoluzione. Una disobbedienza che ritengo di dover ripetere anche oggi’’.
Don Renato, dopo tanti anni, possiamo dire che non è cambiato nulla.
‘’Certo! Se oggi arriva la guerra non chiameranno me che ho settanta anni, ma chiameranno i giovani che devono saper dire no alla guerra. Il dato è che fummo denunciati proprio qui a Villadossola, da parte dei carabinieri, mandati dalla Procura ad ascoltare cose dicevamo. Siamo disobbedienti come quei cavalli che a Roma sono scappati per la parata militare’’.














