‘’Il progetto, situato in un contesto montano complesso e caratterizzato da significative variabilità geologiche e geomorfologiche, ha richiesto un approccio multidisciplinare e l’utilizzo di strumenti avanzati per affrontare le molteplici sfide tecniche. La presenza di unità stratigrafiche eterogenee, dall’alternanza di depositi quaternari a masse rocciose gneissiche intensamente fratturate, ha imposto una profonda conoscenza del contesto geologico locale e una rigorosa caratterizzazione geotecnica. Le analisi condotte hanno spaziato dalla modellazione della stabilità dei pendii alla verifica dei cedimenti e delle deformazioni.
Questo approccio ha rappresentato un esempio significativo di come le tecnologie digitali applicate alla geotecnica possano contribuire alla realizzazione di infrastrutture sicure e sostenibili anche in contesti particolarmente complessi’’.
Sono queste le conclusioni dello studio relativo all’intervento che Anas ha in cantere – da anni - per quanto riguarda una progettazione di infrastrutture stradali in un ambiente montano come quello della Valle Vigezzo
Studio pubblicato sul sito specializzato ‘Ingenio’. La società Sinergo, infatti, su commissione di Anas SpA, insieme ad altre società, ha infatti lavorato al progetto di riqualificazione e messa in sicurezza della S.S. 337 della Val Vigezzo. Un progetto che, si legge, ‘’inizialmente, prevedeva una strada di categoria F, con un tracciato che comprendeva un ponte, tre viadotti e due gallerie naturali. Tuttavia, la natura statale extraurbana e il carattere internazionale del collegamento hanno richiesto un adeguamento alla categoria C, in linea con la normativa stradale vigente. In fase di Progetto Esecutivo, ulteriori ottimizzazioni hanno migliorato la funzionalità della circolazione e innalzato il livello di sicurezza. Il nuovo tracciato prevede ora: 3 ponti, rispettivamente da 35 m, 50, e 51 m; 4 viadotti, rispettivamente da 85 m, 94 m, 87 m e 100 m; 2 gallerie naturali, Olgia 1 e Olgia 2, rispettivamente da 848 m e 270 m; oltre a numerose opere minori come muri di sostegno, paratie e ampliamenti di strutture esistenti.
‘’Parallelamente – prosegue l’analisi - sono stati svolti studi approfonditi per analizzare la risposta geotecnica dei terreni interessati e per definire l’azione sismica di progetto, con particolare attenzione all’accelerazione massima al suolo. Verifiche geotecniche; grazie a questo approccio integrato, il progetto garantisce maggiore sicurezza e affidabilità, rispondendo alle esigenze di un’infrastruttura strategica per il territorio.
Si legge che ‘’la Val Vigezzo presenta una complessa struttura geologica che riflette l’assetto tettonico dell’area ossolana orientale. Le principali linee tettoniche, come la Linea del Canavese e la Linea delle Centovalli, seguono un andamento regionale con direzioni prevalenti WNW-ESE ed E-W e inclinazione verso nord. I movimenti tettonici sono caratterizzati da scorrimenti destri, spesso con inclinazioni tra 60° e 90°, che possono manifestarsi come transpressivi o transtensivi. Questi fenomeni si intersecano con altre faglie ad alto angolo, alcune delle quali presentano fasce di rocce fratturate che testimoniano l’intensità delle deformazioni’’.
L’area di studio è compresa tra il centro abitato di Meis e il Confine di Stato, località Ponte Ribellasca. Lungo il suo asse principale per la Vigezzo si riconosce l’influenza del lineamento tettonico Centovalli-Sempione, mentre le valli laterali mostrano un andamento prevalentemente ortogonale.
Caratteristiche uniche, come gli sbarramenti di ablazione glaciale presso Re e Gagnone, hanno creato depositi lacustri interglaciali che testimoniano la formazione di un antico lago preistorico, successivamente prosciugatosi. Il continuo rimodellamento dovuto all’erosione fluviale e allo scioglimento dei ghiacci ha lasciato tracce ben visibili, influenzando anche i fenomeni franosi ancora attivi.
L’analisi approfondita e il progetto sono sulla pagina:
https://www.ingenio-web.it/articoli/studio-geotecnico-ss337-valle-vigezzo-analisi-fem/














