È Pietro Maria Fiori, 35 anni, milanese, la vittima della tragedia avvenuta nella notte tra sabato 29 e domenica 30 agosto in una baita isolata nella zona dell’Alpe Devero, nel territorio comunale di Baceno. L'uomo si trovava in Ossola per trascorrere un periodo in alpeggio come volontario a supporto dell'attività degli allevatori.
Con il passare delle ore emergono nuovi particolari sulla fuga di monossido di carbonio che ha coinvolto complessivamente sei persone. Oltre alla vittima, altre cinque persone sono rimaste intossicate e sono state soccorse attraverso un imponente intervento che ha coinvolto due elicotteri del 118, provenienti da Torino e Como, Vigili del Fuoco, Soccorso Alpino e Guardia di Finanza.
Le condizioni più preoccupanti sono quelle di una ragazza di 19 anni, anche lei volontaria, che dopo i primi soccorsi è stata trasferita d'urgenza all'ospedale Niguarda di Milano, dove è ricoverata in condizioni critiche.
Tra le altre persone coinvolte ci sono il gestore dell'alpeggio, suo padre e due dipendenti dell'azienda agricola "Francesco Biondo". Due persone, entrambe di 62 anni, sono state trasportate in codice giallo all'ospedale Maggiore di Novara, mentre gli altri due intossicati sono stati ricoverati all'ospedale San Biagio di Domodossola. L'azienda, fanno sapere dal Comune di Baceno, ha in concessione Buscagna dalle Aree Protette dell’Ossola che hanno a loro volta in comodato dal Comune di Bacenoi fabbricati dell’alpeggio di Buscagna.
La tragedia si è consumata durante la notte all'interno di una struttura utilizzata da chi, in questo periodo dell'anno, vive e lavora sui pascoli del Devero. Nel gruppo erano presenti sia persone impegnate direttamente nell'attività dell'alpeggio sia volontari arrivati per offrire il proprio aiuto agli allevatori.
Restano ora da chiarire con precisione le cause della presenza del monossido di carbonio all'interno dei locali. Gli accertamenti sono affidati ai militari del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Domodossola, intervenuti sul posto insieme alle altre squadre di soccorso.
Nell'ambito delle verifiche è stato posto sotto sequestro un boiler, sul quale si stanno concentrando gli accertamenti: l'ipotesi è che proprio dall'apparecchio possa essersi originata la fuoriuscita del gas che ha saturato gli ambienti durante la notte.
Il monossido di carbonio è particolarmente pericoloso perché inodore e incolore e può accumularsi negli ambienti chiusi senza essere percepito dalle persone presenti. Saranno però gli accertamenti tecnici e le indagini a stabilire l'esatta dinamica della tragedia e l'origine della fuga che ha provocato la morte di Pietro Maria Fiori e il grave malore degli altri cinque presenti nella baita.













