‘’La Regione Piemonte voglia riesaminare in autotutela la Determinazione dirigenziale valutando la possibilità di limitare la sospensione dell’attività venatoria alle sole aree effettivamente interessate dall’incendio e comunque caratterizzate da concrete condizioni di rischio e vulnerabilità, consentendo lo svolgimento dell’attività venatoria nelle restanti porzioni del territorio comunale non interessate dall’emergenza’’.
E’ quanto scrive in una lettera alla Regione il Comune di Calasca Castiglione che chiede di rivedere la determina con la quale i funzionari dell’amministrazione Cirio avevano vietato la caccia dopo gli incendi avvenuti in Ossola.
Paolo Balocco, direttore del settore Agricoltura e Cibo della Regione, aveva infatti firmato giorni fa per la sospensione della caccia nei territori comunali di comuni Pallanzeno, Calasca-Castiglione e Piedimulera ‘’vista la grave situazione di incendi boschivi di eccezionale gravità '' che si sono sviluppati sul territorio di competenza del Comprensorio Alpino VCO3.
La lettera inviata dal Comune anzaschino è dettata dal fatto che solo una minima parte del territorio di Calasca Castiglione è stata interessata dall’incendio. Ad esempio, tutto il versante opposto alla valle non ha ‘visto’ il fuoco se non a molta distanza. Come la vasta Val Segnara, ben al di là del torrente Anza.
Calasca chiede un riesame del provvedimento regionale ‘’visto che diverse vallate e aree montane non sono state interessate dagli incendi’’. ‘’La sospensione della caccia – si legge – sull’intera superficie comunale risulta eccessivamente estesa rispetto all’effettiva area interessata dall’incendio. La sospensione generalizzata comporta un significativo disagio e un grave danno per il territorio e per le comunità locali’’.














