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Politica | 22 ottobre 2026, 16:00

Asili nido, il Pd Piemonte: “Bene il nuovo regolamento, ma servono garanzie per i piccoli Comuni”

Le consigliere regionali Gianna Pentenero ed Emanuela Verzella chiedono alla Giunta strumenti e risorse per garantire servizi educativi di qualità e uniformi su tutto il territorio piemontese

Asili nido, il Pd Piemonte: “Bene il nuovo regolamento, ma servono garanzie per i piccoli Comuni”

"L'approvazione del regolamento attuativo relativo all'autorizzazione, all'accreditamento e alla vigilanza dei servizi educativi per la prima infanzia rappresenta un passo avanti nell'attuazione del sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita ai sei anni. È un provvedimento atteso, che contribuisce finalmente a dare applicazione a principi introdotti a livello nazionale già nel 2017. Ma non possiamo ignorare il ritardo accumulato dal Piemonte né, soprattutto, le criticità che rischiano di emergere nella sua concreta applicazione".

È il commento della Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale Gianna Pentenero e della consigliera regionale del Partito Democratico Emanuela Verzella, vicepresidente della VI Commissione, dopo l'approvazione a maggioranza del provvedimento nella seduta odierna.

"La legge regionale 30 del 2023 e la successiva deliberazione sui requisiti strutturali e organizzativi hanno avviato un percorso importante. Con il nuovo regolamento vengono definiti ulteriori aspetti essenziali, ma una parte significativa dell'attuazione viene ancora rinviata a successivi indirizzi regionali, mentre ai Comuni sono affidate responsabilità amministrative, organizzative e di controllo particolarmente impegnative".

Per Pentenero e Verzella, il nodo centrale riguarda proprio il rapporto tra le competenze assegnate ai Comuni e gli strumenti concretamente disponibili per esercitarle.

"Il Piemonte è una regione composta in larga parte da piccoli Comuni, spesso montani o periferici, con strutture amministrative ridotte e personale già impegnato in numerose funzioni. Chiedere a queste amministrazioni di disciplinare le procedure di accreditamento, gestire le istruttorie e concorrere alle attività di vigilanza, senza un adeguato sistema di supporto e coordinamento, significa rischiare di produrre risultati molto diversi da territorio a territorio. E la qualità di un servizio educativo non può dipendere dalle dimensioni o dalle disponibilità organizzative del Comune nel quale si trova".

Il confronto con la Lombardia, secondo le consigliere Pd, indica una strada concreta.

"Con la deliberazione 1428 del 2023, la Lombardia ha previsto che i requisiti di accreditamento dei servizi educativi per la prima infanzia siano definiti a livello dei Comuni associati nell'ambito territoriale, con l'obiettivo esplicito di garantire maggiore omogeneità nella qualità dei servizi. È una scelta importante: anziché affidare a ogni singolo Comune il compito di costruire autonomamente le proprie regole, si valorizza una dimensione sovracomunale, collegata ai Coordinamenti pedagogici territoriali".

"Non solo. La Lombardia ha individuato strumenti concreti per valutare la qualità dei servizi, come la rilevazione della soddisfazione delle famiglie, i piani di miglioramento e i progetti di continuità educativa, prevedendo anche specifici impegni annuali di formazione per coordinatori e operatori. Già nel 2022 aveva inoltre delineato un'organizzazione territoriale nella quale Comuni capofila, Coordinamenti pedagogici e Comitati locali 0-6 concorrono alla programmazione delle attività e all'utilizzo delle risorse disponibili".

"Non sosteniamo che il modello lombardo elimini gli adempimenti comunali, né che sia automaticamente trasferibile al Piemonte. Dimostra però che è possibile organizzare le responsabilità su una scala più ampia, definire strumenti comuni e ridurre il rischio che la qualità e le procedure dipendano dalle capacità amministrative del singolo ente. È proprio questa garanzia di uniformità territoriale che chiediamo alla Giunta piemontese".

Anche altre esperienze regionali offrono spunti utili. "L'Emilia-Romagna ha sviluppato un sistema di accreditamento attento alla valutazione della qualità, al coordinamento pedagogico e alla formazione continua. La Toscana dispone di una disciplina consolidata, con procedure e obblighi di controllo puntuali. Sono esperienze differenti, ma confermano l'importanza di accompagnare le norme con strumenti operativi chiari e verificabili".

Pentenero e Verzella riconosce, inoltre, il lavoro già svolto in Piemonte sul versante della qualificazione professionale: "La Regione ha promosso iniziative formative e sostenuto i Coordinamenti pedagogici territoriali. È un patrimonio che va riconosciuto e valorizzato. Occorre però capire come queste esperienze saranno integrate nel nuovo sistema di accreditamento e vigilanza, assicurando continuità e condizioni omogenee a tutti gli operatori".

Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda le tempistiche. «Il regolamento rinvia a linee guida regionali, previste entro la fine del 2026, per la definizione di aspetti rilevanti della valutazione della qualità. Inoltre, la prima ricognizione degli accreditamenti da trasmettere alla Regione è prevista entro il luglio 2028. Dopo tanti anni dall'approvazione del decreto legislativo 65 del 2017, è legittimo chiedersi se non fosse possibile arrivare a un quadro operativo più completo e a tempi di attuazione più ravvicinati».

"Non vorremmo che il Piemonte arrivasse finalmente a definire le regole, ma lasciasse poi i territori soli nel compito di applicarle. La Regione deve assumersi fino in fondo la responsabilità di accompagnare la riforma, mettendo a disposizione indicazioni uniformi, assistenza tecnica, strumenti condivisi e risorse adeguate. Occorre soprattutto chiarire come saranno sostenuti i Comuni più piccoli e come si eviterà che procedure, controlli e standard qualitativi finiscano per variare sensibilmente da un territorio all'altro".

"Il sistema integrato 0-6 deve garantire pari opportunità educative a tutti i bambini e a tutte le famiglie piemontesi, indipendentemente dal luogo in cui vivono. È questo il principio che deve guidare l'attuazione della riforma: non una semplice redistribuzione di adempimenti burocratici, ma una responsabilità condivisa per migliorare davvero la qualità dei servizi. Su questo continueremo a chiedere alla Giunta risposte precise e impegni concreti", concludono Pentenero e Verzella.

comunicato stampa

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