«Come molti frontalieri ed ex frontalieri pensiamo sia una specie di segnale che la Svizzera manda all’Italia per l’ennesima volta. La Svizzera è stata la prima ad aver contestato l’accordo fatto per i nuovi frontalieri. Lo ha firmato, è vero, ma non lo ha mai condiviso».
Così dice Antonio Locatelli, per anni rappresentante dei frontalieri del Vco, dopo la notizia che, sul secondo Pilastro, i Cantoni svizzeri bloccano la restituzione dell’imposta alla fonte a chi incassa il capitale. Il sindacato svizzero Ocst (Organizzazione cristiano-sociale ticinese) sta promuovendo dei ricorsi, ma i lavoratori sono in allarmi.
Il quotidiano Il Giorno scrive che ‘’a giocare un brutto tiro ai lavoratori italiani impiegati oltreconfine questa volta è stata la Svizzera, con la decisione di modificare le regole per chi decide di liquidare in capitale la previdenza professionale elvetica (il cosiddetto secondo pilastro Lpp). Dopo il Canton Ticino anche altri Cantoni svizzeri stanno progressivamente negando il rimborso dell’imposta alla fonte trattenuta al momento dell’incasso del capitale. Fino al recente passato il meccanismo era consolidato: la Svizzera applicava alla fonte una trattenuta media del 7%, variabile a seconda del Cantone, successivamente il contribuente dichiarava il capitale in Italia pagando l’imposta sostitutiva del 5% e, in forza della Convenzione bilaterale contro le doppie imposizioni, richiedeva e otteneva senza particolari intoppi il rimborso del prelievo elvetico’’.
«Una situazione che rimarca come l’accordo Italo-Svizzero presenti problemi continui - dice Locatelli - . La Svizzera ha dato anche segnali sui ristorni, che dal 2033 verranno sospesi e la stessa Svizzera ci ha ricordato che l’accordo ci penalizzerà. Adesso chi ci rimette è proprio il frontaliere e questo è preoccupante perché si parla del 7 per cento su circa 200.000 franchi sono 14 mila euro che il frontaliere lascia in Svizzera e non può più recuperare. C’è la contestazione dei sindacati che hanno fatto ricorso però non sarà facile visto che dovrà passare il Consiglio Federale e il Consiglio di Stato. La cosa non corretta è che i frontalieri ora sono tassati in Italia e anche in Svizzera e gli Svizzeri hanno sempre contestato la doppia tassazione. E questo è anche una penalizzazione economica per il Vco dove i frontalieri sono tanti».













