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Attualità | 24 settembre 2021, 12:00

Il garante regionale visita il carcere di Verbania: “Esame” superato

Qualche criticità, ma giudizio sostanzialmente positivo sulla struttura di via Castelli a Pallanza

Il garante regionale visita il carcere di Verbania: “Esame” superato

Sessanta detenuti a fronte di una capienza di 52, trenta celle dotate di wc e doccia, un cortile per “l’ora d’aria” e, prossimamente, un campetto di calcio allestito con erba sintetica. Inoltre, una situazione Covid-19 mantenuta sotto controllo, valutato che la quasi totalità dei detenuti ha ricevuto in queste settimane almeno la prima dose di vaccino. È quanto sarebbe emerso nei giorni scorsi, al termine della visita che il garante regionale dei detenuti Bruno Mellano ha compiuto nel carcere di Pallanza.

Nel complesso, dunque, il quadro in essere nella casa circondariale di via Castelli è stato considerato buono. Otto detenuti in più di quelli previsti in pianta non sarebbero infatti una quota tale da destare preoccupazione, anche perché una decina di carcerati trascorrono la loro giornata fuori, per svolgere attività lavorativa nella mensa sociale di villa Olimpia e non soltanto. Semmai, in ottica futura, sarà forse più importante colmare la carenza in organico che attualmente vede parzialmente mancare la figura della direttrice (che gestisce in parallelo anche la struttura di Biella e quindi è presente in parte), l’assenza di un refettorio e, soprattutto, di personale in grado di gestire i carcerati affetti da disturbi psichici (ad oggi uno psicologo fa consulenza una volta la settimana).

I risultati dell’ispezione di Verbania saranno ora inseriti da Mellano all’interno del dossier annuale che riguarderà tutti gli istituti di pena piemontesi e che sarà presentato prossimamente all'attenzione del consiglio regionale. Due curiosità. La prima: insieme a quello di Como, il carcere di Verbania è l’unico in Italia a disporre di un’ala dedicata agli omosessuali. La seconda: il campetto di calcio sarà ultimato tra breve grazie al lavoro svolto da quattro detenuti e alla disponibilità dell’architetto verbanese, Antonio Montani, che ha offerto le sue prestazioni.


Redazione

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