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Attualità | 03 novembre 2021, 12:15

Caccia, in Valle Vigezzo i capi abbattuti si potranno recuperare con l'elicottero

La decisione dell'Unione montana ha sollevato perplessità e l’avversità degli ambientalisti

Caccia, in Valle Vigezzo i capi abbattuti si potranno recuperare con l'elicottero

È destinata a fare discutere la decisione assunta dall’Unione Montana Valle Vigezzo di venire incontro alle esigenze dei cacciatori, permettendogli di utilizzare l’elicottero per il recupero dei capi abbattuti, decisione che ha già raccolto l’avversità degli ambientalisti.

Il tutto nasce dalla predisposizione e approvazione da parte dell'ente montano valligiano di regolamento in deroga alla legge regionale n.2 del 26 gennaio 2009 (“Norme in materia di sicurezza nella pratica degli sport montani invernali ed estivi e disciplina dell’attività di volo in zone di montagna – attività di volo”). Il regolamento norma, nei fatti, l’utilizzo degli aeromobili a motore nel territorio della Valle Vigezzo appartenente all’Unione (ovvero nei Comuni di Craveggia, Re, Santa Maria Maggiore, Toceno e Villette) e nel Comune convenzionato di Malesco, secondo cui è ora possibile utilizzare detti velivoli ma, si legge nel documento “esclusivamente per il recupero dei capi abbattuti e solamente per gli ungulati”.

Rimane comunque in vigore il divieto all’uso degli aeromobili a motore per il trasporto di cacciatori e relative armi. Insomma, con questo provvedimento l’ente montano intende venire incontro alle esigenze dei cacciatori, che altrimenti devono trasportare a valle, talvolta con lunghi viaggi a piedi, i capi abbattuti. I cacciatori, peraltro, - è giusto rimarcarlo - si ritroveranno a questo punto a dover sostenere un aggravio di costi per poter svolgere la loro attività.

La decisione dell'Unione montana ha già comunque sollevato perplessità, quando non addirittura avversione, come si diceva, da parte degli ambientalisti e di coloro che sono contrari alla caccia (per questioni etiche contro appunto l’abbattimento di animali ma anche per l’inquinamento acustico prodotto da elicotteri e velivoli a motore nelle tranquille zone di montagna). Per questo il regolamento prevede specifiche disposizioni a cui occorre attenersi: innanzitutto per il recupero degli ungulati, si intende esclusivamente il trasporto dei capi dal punto di cattura alla piazzola disponibile più vicina tra quelle identificate dall’Unione (una a Malesco, l’altra a Santa Maria Maggiore). Il cacciatore, inoltre, dopo la cattura sarà tenuto ad avvisare immediatamente la guardia del Comprensorio di caccia e la polizia provinciale e la comunicazione di volo dovrà anche essere inoltrata all’Unione montana.

Marco De Ambrosis

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