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Attualità | 13 gennaio 2022, 20:11

Alessandra, Marco e Sharon: ricordi della famiglia di Cosasca sopravvissuta al disastro della Concordia

"E' stata una notte tragica, siamo riusciti a metterci in salvo per miracolo"

Alessandra, Marco e Sharon: ricordi della famiglia di Cosasca sopravvissuta al disastro della Concordia

Sono passati 10 anni dalla tragedia della Costa Concordia, tra i naufraghi anche una famiglia di Cosasca. Marco Della Piazza era in compagnia della moglie Alessandra per festeggiare i 25 anni di matrimonio e con loro c'era anche la figlia Sharon che allora aveva 17 anni.

Erano le 21.45 di venerdì 13 gennaio 2012 quando la nave da crociera Costa Concordia urtò gli scogli davanti all’isola del Giglio. Un impatto fortissimo che causò l’apertura di una falla di circa 70 metri sul lato sinistro dello scafo. La nave si arenò poi a Punta Gabbianara, su uno scalino di roccia che le evitò di precipitare a 100 metri sott’acqua. Quella drammatica notte morirono 32 persone.

“E' stata una notte tragica siamo riusciti a metterci in salvo per miracolo – ricorda Alessandra – ; abbiamo cercato di cancellare, di andare avanti e abbiamo continuato a viaggiare e  abbiamo fatto un'altra crociera sempre con la compagnia Costa in Norvegia. In questo anniversario tornano però alla mente i ricordi di quella notte”.

“Eravamo a cena quando abbiamo sentito un un gran botto, poi un gran rumore di piatti e bicchieri abbiamo visto le sedie sul pavimento con le persone che scivolavano e cadevano. Noi siamo riusciti a rimanere stabili perché eravamo in un punto dove c'era la moquette. La gente ha iniziato ad andare nel panico e ad uscire. Mi ha sorpreso vedere alcuni camerieri, animatori e altro personale nel panico che non riuscivano a gestire la situazione. Noi siamo rimasti lì. La radio diceva di stare tranquilli ma sentivo dei codici e lavorando in croce rossa ho capito che la situazione era drammatica. Una ragazza portoghese ci ha detto di andare via” continua nel suo racconto Alessandra.

“Siamo andati in cabina a prendere le giacche e i cappotti e siamo saliti, un cameriere ci ha detto che dovevamo prendere le scialuppe. In quel momento è suonato l'allarme Quello che mi ha sorpreso quella notte inoltre è stato vedere persone adulte che travolgevano i bambini. Noi abbiamo cercato di aiutare altre persone ad indossare i salvagenti. Siamo riusciti a salire sull'ultima scialuppa e davanti a noi avevamo bambini che rischiavano di rimanere schiacciati” racconta Alessandra ripercorrendo nella sua mente quei drammatici momenti.

“Costa ci è stata molto vicina i primi mesi dopo la tragedia, ci telefonavano, ci chiedevano come stavamo e se avevamo bisogno di supporto psicologico, cosa che non è stata necessaria. Una cosa che mi è rimasta impressa è anche l'accoglienza dei gigliesi che subito sono venuti in soccorso portando coperte e hanno aperto le loro case”. La famiglia conserva un album del viaggio con Costa Concordia con foto e articoli. Ci sono le foto dei giorni prima della tragedia quando felici posavano per alcuni scatti fotografici sulla nave e i poi i ritagli degli articoli di giornale e la foto di quando avevano da poco toccato terra con le coperte in spalla. “Ci è andata bene. L'abbiamo scampata” conclude Alessandra.

Mary Borri

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