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Attualità | 29 novembre 2023, 18:34

Riparte "La Cura è di Casa" con il progetto "Terzo Tempo"

Torna l'iniziativa promossa dalla Fondazione Comunitaria del Vco, dedicata all'assistenza degli anziani

Riparte "La Cura è di Casa" con il progetto "Terzo Tempo"

Si chiama in modo diverso, ma “La Casa è la Cura” è la prosecuzione di “La Cura è di Casa”, l’assistenza domiciliare agli anziani. È il secondo, anzi il “Terzo Tempo”, spiega Federica Corda della Fondazione Comunitaria Vco: "Ci siamo ispirati al terzo tempo del rugby, quando finita la partita squadre e pubblico fraternizzano. Un terzo tempo che vale anche per la fase che inizia con la fine dell’attività lavorativa, ma che può e deve essere il più possibile di qualità".

“È una definizione che non conoscevo – commenta il presidente, Maurizio De Paoli – ma che sposo in pieno. Finiti i tre anni di sperimentazione del primo progetto, ho percepito il senso di frustrazione degli operatori e dei volontari che s’erano impegnati, degli anziani e delle loro famiglie rimasti senza supporto. Ci siamo così attivati per un nuovo progetto e, come l’altra volta, fondazione Cariplo ci ha dato fiducia con un contributo di 690.000 euro, cui come Fondazione dovremo aggiungere 30.000 euro di fundraising”. Altri 230.034.96 arrivano dai 3 Consorzi Servizi Sociali e 49.964,80 dal fondo Vco social, per un budget complessivo di pochi centesimi inferiore al milione di euro (999.999,76).

“Il sociale – commenta Aldo Reschigna, presidente del Ciss Verbano – è l’unico tema che unisce il territorio. Questo progetto rafforza le reti già esistenti, aumenta la qualità dei servizi alle persone. Ci consentirà di avviare un pronto soccorso sociale attivo 7 giorni su 7, anche nei fine settimana, quando gli uffici sono chiusi, di potenziare il trasporto sociale e di incrementare i momenti di socializzazione”.

“Il pronto soccorso sociale – spiega Angelo Barbaglia, direttore del Ciss Cusio – ci consentirà di intervenire immediatamente nel caso di maltrattamenti in famiglia o di emergenze durante il giorno di riposo delle badanti”.

Per gli anziani autosufficienti che vivono soli ci sono i “salotti”, come quello di Gravellona Toce di cui ha parlato Anna Di Titta, vicesindaco con delega alle politiche sociali. Sono presenti su tutto il territorio provinciale e servono a coprire quelle ore in cui i familiari sono al lavoro. Il gruppo accompagnatori volontari, sottolinea Carlo Spreafico, ha bisogno di nuovi volontari per garantire il trasporto sanitario e quello extra sanitario. Analogo problema, fa presente Silvano De Regibus, ha l’Associazione Parkinsoniani: “Siamo abbastanza radicati in Ossola e nel Verbano, ma abbiamo difficoltà a trovare volontari nel Cusio”.

Redazione

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