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Attualità | 08 dicembre 2023, 13:33

La storia delle centrali idroelettriche nel nuovo libro di Andrea Cannata

L'opera racconta lo sviluppo degli impianti tra Toce e Devero; sarà presentata a dicembre

La storia delle centrali idroelettriche nel nuovo libro di Andrea Cannata

Un libro di ricostruzione storica, dove fotografie e testi cercano di ripercorrere lo sviluppo degli impianti del Toce e del Devero dall'inizio del secolo scorso alla nazionalizzazione, e il libro termina proprio nel 1962, anno di nascita dell'Enel. L'opera, dal titolo "Centomila cavalli per Milano", è appena stata pubblicata da Andrea Cannata, ingegnere meccanico responsabile della manutenzione per gli impianti idroelettrici di Enel Green Power del Piemonte, e sarà presenta ufficialmente nei prossimi giorni, a Premia, Crodo, Formazza e Crevoladossola, proprio in quei luoghi dove le centrali idroelettriche sono una presenza tanto affascinante quanto importante.

Si tratta di un libro realizzato da Cannata per il piacere personale e la passione che lo anima, ed è edito dalla casa editrice BellaVite. "Spesso le centrali dell'alta Ossola sono associate univocamente, o quasi, all'opera dell'architetto Piero Portaluppi - spiega Andrea Cannata - lasciando in secondo piano alcuni protagonisti di estremo rilievo. Tra questi l'ingegner Ettore Conti, fondatore delle omonime imprese e ideatore, assieme all'ingegner Gaetano Ganassini, di quel progetto di sfruttamento completo dei bacini che a tutt'oggi, per la sua quasi perfezione e razionalità, rappresenta una sorta di unicum in Italia".

La prima sezione del libro racconta gli albori dell'industria elettrica, con anche un curioso cenno al progetto di fine '800 di canalizzare l'acqua del Devero a Milano per uso potabile, la seconda sezione racconta l'espansione delle Imprese Conti nell'alta Formazza fino all'assorbimento nella Edison nel 1926. La terza e ultima parte del volume racconta gli anni Edison, principalmente con la costruzione dei grandi impianti del Toggia, di Morasco e di Agaro realizzati dall'impresa Umberto Girola. Anche qui numerose immagini inedite, tra cui spicca quella della delegazione dell'Impero del Giappone in visita agli impianti del Toce nel 1940.

"Il libro si propone come ricostruzione storica fedele e oggettiva della storia elettrica dell’alta Ossola, che per le valli del Toce e del Devero sarebbe riduttivo considerare solo elettrica - spiega l'autore - ma che è una storia collettiva di territorio, quasi totalizzante, quotidiana per almeno i primi cinquant’anni del secolo scorso, che non solo è stata capace di modellare un nuovo paesaggio e un nuovo tessuto sociale, ma che probabilmente è riuscita persino a plasmare il carattere degli uomini". In 348 pagine di grande formato 28x30, i testi sono arricchiti da quasi 500 fotografie, in ampia parte inedite, provenienti dall’Archivio Enel, dall’Archivio della Fondazione Piero Portaluppi di Milano, dagli archivi delle aziende costruttrici e da collezioni private e famigliari. Andrea Cannata, una laurea in Ingegneria Meccanica ed Ingegneria Energetica presso il Politecnico di Milano, lavora in Enel dal 2009.

Appassionato e conoscitore del patrimonio storico, sia tecnico che architettonico, del sistema idroelettrico della Val d’Ossola, ha curato tra il 2016 e il 2017 la mostra “Uomini Macchine e Dighe” allestita a Crodo, Formazza e Milano. Nel 2019 ha pubblicato il volume “Sabbione - Storia di una diga e degli uomini che l’hanno costruita”. Ama raccogliere documenti, oggetti e testimonianze, riscoprendo e dando valore alla storia degli uomini che hanno animato l’industria italiana del ‘900.

E da questa sua passione è nato oggi "Centomila cavalli per Milano" edito da BellaVite editore" che sarà presentato venerdì 8 dicembre alle ore 17.00 al Foro Boario “La Miniera“ di Crodo; sabato 9 dicembre alle ore 15:00 presso la Sala cinema frazione Ponte, Formazza; venerdì 15 dicembre alle ore 20.00 presso la Sala congressi delle Terme di Premia, Premia e sabato 23 dicembre alle ore 14.30 presso la sala proiezioni del Museo di architettura sacra di Crevoladossola.

Redazione

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