Il suo urlo è risuonato potente questa mattina nell'assolata piazza intitolata pochi minuti prima a Libero Grassi, imprenditore ucciso dalla mafia il 29 agosto 1991: don Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e di Libera-Associazioni, ancora una volta ha esortato tutti a fare la propria parte: “La mafia è presente oggi ancor più di prima, è responsabilità di ogni cittadino resistere, fare la propria parte per combatterla - ha incitato dal palco - l'attenzione del grande pubblico è calata perché non vi sono più le stragi mafiose degli anni Novanta, ma le mafie sono forti e dominano il mondo della droga, del gioco d'azzardo, sono presenti laddove vi sono ricchezza e potere. Questi mali hanno una radice comune, l'indifferenza, e tutti noi dobbiamo combatterla insieme, ciascuno deve fare la propria parte”.
Questa mattina a Premosello Chiovenda si è commemorato l'eccidio del 29 agosto 1944, ricordando i partigiani trucidati dai nazifascisti. Una cerimonia lunga e sentita tra saluti ufficiali, ricordi, momenti di commozione e intermezzi musicali, conclusa con l'intervento di don Ciotti.
Ma poco prima dell'orazione, la piazza antistante la Rsa è stata intitolata a Libero Grassi. Presente alla cerimonia il figlio Davide Grassi, evidentemente commosso: "Sono molto emozionato - ci ha detto - perché condivido le ambizioni di una libertà più ampia. La pagina di storia della Resistenza in Ossola è sconosciuta a tanti, spero che questi episodi vengano studiati a scuola e che la memoria rimanga viva".
Nella nuova piazza Libero Grassi è stato anche inaugurata una scultura ad opera dello scultore Walter Pella, una pietra con incisa l'Italia e che affonda le radici nel terreno e si erge alta verso la libertà.
Don Ciotti, che abbiamo incontrato poco prima dell'inizio della cerimonia, ci ha ribadito: "E' fondamentale che la memoria rimanga viva, ma che essa si traduca in responsabilità e impegno. Bisogna legare la Resistenza di ieri con quella di oggi, inseguendo gli stessi ideali di allora: libertà, dignità, pace. Mi ha molto colpito che in questo luogo si sia voluto legare con un filo rosso la commemorazione di un eccidio con la figura di Libero Grassi - ha proseguito - un uomo che a schiena dritta non si è piegato di fronte alla richiesta di estorsione e pubblicamente ha denunciato il sopruso. Le mafie non sopportano le denunce pubbliche, e uccidendolo lo hanno reso ancora più forte. Il suo sacrificio ha dato vita a numerose associazioni antiracket, ma la strada è ancora lunga perché vi sono territori in Italia in cui il 90% degli imprenditori è costretto a pagare il pizzo".
La cerimonia, organizzata dall'Anpi di Premosello, è iniziata con un corteo dalla piazza XXIX agosto 1944 e la deposizione di fiori nei luoghi dell'eccidio. Giunti nel piazzale della Rsa, lo scoprimento della targa a Libero Grassi e l'inaugurazione della pietra. Poi i saluti del vicesindaco di Premosello Massimo Macchi, del vice prefetto vicario Gerardo Corvatta, del presidente provinciale dell'Anpi Franco Chiodi e di quello di Premosello Adriano Luciano. La studentessa Giulia Morino ha poi letto alcune frasi di Paolo Borsellino, mentre la professoressa Delfina Monica Morellini ha cantato alcuni brani. Momento molto commovente quando sono stati pronunciati dai rispettivi nipoti i nomi delle vittime dell'eccidio, e dal figlio Davide quello di Libero Grassi.
Prima dell'orazione di don Ciotti è intervenuto il vicepresidente di Ossola Amica dell'Ugi per presentare le proprie iniziative mentre l'associazione Matibellula con un coro di bambini ha regalato al pubblico una piccola esibizione.