Un passo avanti significativo per la rete dei servizi neurologici dell’Asl Vco grazie all’implementazione della Telemedicina e del Telestroke, strumenti che potenziano il Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (Pdta) per ictus e TIA. Il sistema, sviluppato in linea con i progetti regionali sulle patologie tempo-dipendenti in ambito neurologico, integra innovazione tecnologica e formazione del personale medico e infermieristico, garantendo interventi urgenti anche quando lo specialista non è presente fisicamente.
La Stroke Unit e il reparto di neurologia sono centralizzati a Domodossola, con la presenza del neurologo in Guardia Attiva dalle 8:00 alle 20:00 e reperibilità notturna dalle 20:00 alle 8:00. A Verbania, invece, il neurologo è presente solo nelle ore diurne dal lunedì al venerdì. In caso di assenza, il sistema di telemedicina permette al medico specialista in servizio a Domodossola di effettuare visite a distanza in tempo reale, valutando il paziente e predisponendo immediatamente le terapie d’urgenza senza attendere il trasferimento fisico tra i due ospedali.
La validità del percorso è stata confermata lo scorso 1° marzo, quando un uomo di 82 anni è arrivato al Dea di Verbania in stato confusionale e con deficit del linguaggio. Grazie alla teleconsulenza attivata tramite l’apparecchiatura Octopus, il neurologo di Domodossola ha visitato il paziente da remoto, coordinando l’equipe locale. Considerata l’impossibilità tecnica di un trasferimento immediato entro la finestra temporale critica di 4-5 ore dall’insorgenza dei sintomi, è stata avviata la trombolisi direttamente a Verbania. Il successivo ricovero nella Stroke Unit di Domodossola ha permesso un rapido miglioramento della sintomatologia neurologica.
Il direttore generale dell’ASL VCO, dott. Francesco Cattel, ha sottolineato l’importanza del progetto: “Mi complimento con i medici che hanno promosso questa iniziativa. Investire in telemedicina e intelligenza artificiale è una priorità per questa Direzione. In un territorio montano e complesso come il nostro, e a fronte della carenza di medici, la tecnologia diventa uno strumento indispensabile per garantire cure d’eccellenza ai pazienti più fragili, ovunque si trovino.”















